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Sentenza

Sentenza n. 2854/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento con il quale la Prefettura di Napoli Ufficio Immigrazione revocava in data 28/05/2025 il nulla osta al lavoro subordinato P-NA/L/Q/2023/374092 richiesto dal Sig. Ruberti Giovanni in favore del lavoratore cittadino tunisino sig. Ghaba Hamza.

Giustizia amministrativa202504233

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato rilasciato al ricorrente

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente era entrato regolarmente in Italia sulla base del nulla osta rilasciato il 4 febbraio 2024. La Prefettura, tuttavia, non aveva tempestivamente convocato il lavoratore e il datore di lavoro per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. A fronte dell'irreperibilità e indisponibilità del datore originario, il ricorrente aveva sollecitato l'Amministrazione a valutare il rilascio di un permesso di soggiorno per attesa occupazione oppure la stipulazione del contratto di soggiorno con subentro di un nuovo datore di lavoro, documentando di avere reperito una concreta nuova occasione lavorativa. La Prefettura aveva invece adottato il provvedimento di revoca del nulla osta il 28 maggio 2025. Il ricorrente ha dedotto l'illegittimità della revoca e della condotta amministrativa, sostenendo che l'impossibilità di perfezionare il procedimento non fosse a lui imputabile, ma dipendesse dall'inerzia dell'Amministrazione e da circostanze oggettive sopravvenute.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca del nulla osta. Il giudice ha valorizzato l'ingresso regolare del ricorrente in Italia, l'inerzia della Prefettura protrattasi per circa diciotto mesi senza convocazione delle parti per la stipulazione del contratto di soggiorno e il successivo sollecito del lavoratore, con cui erano state rappresentate l'indisponibilità del datore originario e la disponibilità di un nuovo datore. Secondo il TAR, il decorso del tempo era imputabile all'Amministrazione e non poteva ricadere sul lavoratore mediante la revoca del titolo, tanto più che la nuova occasione lavorativa era concreta e documentata. La Prefettura avrebbe dovuto valutare la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno per attesa occupazione oppure di consentire la stipulazione del contratto di soggiorno con subentro del nuovo datore di lavoro. Le spese di lite sono state compensate.

Massime di principio

  • Quando il lavoratore straniero è entrato regolarmente in Italia sulla base di un nulla osta al lavoro, l'Amministrazione non può imputargli le conseguenze pregiudizievoli del ritardo nel perfezionamento del contratto di soggiorno se la mancata convocazione delle parti è dipesa dalla prolungata inerzia amministrativa.
  • Prima di revocare un nulla osta al lavoro, l'Amministrazione deve valutare le circostanze oggettive che hanno impedito la stipulazione del contratto di soggiorno e verificare, ove il lavoratore abbia reperito una concreta nuova occupazione, la possibilità di rilasciare un permesso per attesa occupazione o di consentire il subentro di un diverso datore di lavoro.
  • Il decorso del tempo non può essere posto a carico del lavoratore straniero quando sia riconducibile al comportamento omissivo dell'Amministrazione; la revoca del nulla osta adottata senza considerare tale imputabilità temporale e la concreta disponibilità di una nuova occupazione è illegittima.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezzaBuona fede e correttezza della PATermini del procedimento

Testo integrale

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