Sentenza n. 2974/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego comunale di condono edilizio relativo a un volume di nuova edificazione del fabbricato "C"
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il diniego comunale di una domanda di condono edilizio presentata nel 1994 per la sanatoria di un volume di nuova edificazione di circa 125 mq. Ha dedotto che, essendo stata prodotta tutta la documentazione necessaria — compresi gli atti richiesti dall’art. 35, comma 3, della legge n. 47/1985, la perizia giurata, il progetto di adeguamento statico, l’autorizzazione paesaggistica, le ricevute dei pagamenti dovuti, la denuncia catastale e la certificazione di idoneità statica — si era formato il silenzio-assenso previsto dall’art. 39 della legge n. 724/1994, decorso il termine di dodici mesi dalla completezza della documentazione, individuata almeno nel deposito della certificazione di idoneità statica nel 2008. Il diniego adottato dal Comune nel 2013 sarebbe pertanto intervenuto tardivamente, quando il titolo tacito si era già formato.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello e, in riforma della sentenza del TAR, ha accolto il ricorso di primo grado annullando gli atti impugnati. Il Collegio ha ritenuto provato che l’interessato avesse prodotto tutta la documentazione richiesta, avesse versato l’oblazione, gli oneri di concessione e l’indennità risarcitoria, e avesse presentato la denuncia catastale. In tali condizioni, l’Amministrazione disponeva già dal 2008 degli elementi necessari per definire la pratica. Ai sensi dell’art. 39 della legge n. 724/1994, il decorso di dodici mesi senza un provvedimento negativo determinava la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di condono. Il diniego comunale del 2013, intervenuto dopo tale formazione, è stato quindi qualificato come tardivo e illegittimo, integrando una carenza di potere in concreto. Il giudice ha aggiunto che, qualora l’Amministrazione avesse ritenuto illegittima la procedura di completamento, avrebbe dovuto esercitare tempestivamente i poteri di autotutela prima della scadenza del termine utile alla formazione del titolo tacito. Le spese del doppio grado sono state compensate per la complessità e novità della questione.
Norme richiamate
art. 39 l. 724/1994
per i comuni con meno di 500.000 abitanti, decorso un anno senza l’adozione di un provvedimento negativo da parte del Comune, si considerano tacitamente assentite le domande di sanatoria corredate dalla documentazione richiesta
Il silenzio-assenso sulla domanda di condono si forma quando siano stati versati l’oblazione e gli oneri dovuti, sia stata prodotta tutta la documentazione richiesta e sia stata presentata la denuncia catastale; il diniego successivo alla formazione del titolo tacito è tardivo e illegittimo.
art. 35, comma 3, l. 47/1985
La documentazione prevista dalla disposizione concorre a integrare gli atti necessari per la definizione della domanda di condono e, ove prodotta unitamente agli ulteriori documenti richiesti, consente il decorso del termine per la formazione del silenzio-assenso.
art. 36 l. 47/1985
Il riferimento alla procedura di completamento non impedisce la formazione del silenzio-assenso quando la documentazione necessaria sia stata completata e l’Amministrazione non abbia tempestivamente esercitato i propri poteri.
art. 32 l. 47/1985
L’autorizzazione paesaggistica rientra nella documentazione considerata ai fini della completezza della pratica di condono.
Massime di principio
- Ai sensi dell’art. 39 della legge n. 724/1994, il silenzio-assenso sulla domanda di condono edilizio si forma, decorso il termine annuale previsto, quando siano stati versati l’oblazione e gli oneri dovuti, sia stata prodotta tutta la documentazione richiesta dalla legge e sia stata presentata la denuncia catastale.
- Il diniego di condono adottato dopo la formazione del silenzio-assenso è tardivo e illegittimo, configurando una carenza di potere in concreto dell’Amministrazione.
- Quando la documentazione necessaria per definire la domanda di condono è stata completata, l’Amministrazione che ritenga illegittima la procedura deve esercitare tempestivamente i propri poteri di autotutela, prima che maturi il termine per la formazione del titolo tacito.
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