Sentenza n. 2676/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Decreto assessoriale di riparto dei contributi straordinari ai comuni in dissesto finanziario con popolazione fino a 25.000 abitanti, decreto dirigenziale di assegnazione delle somme e relativi atti presupposti, nella parte in cui il Comune di Brolo era escluso dai beneficiari
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Brolo aveva impugnato il D.A. n. 530 del 27 novembre 2024, il DDG n. 606 del 18 dicembre 2024 e gli atti presupposti, lamentando la propria esclusione dal riparto dei contributi previsti dall'art. 2 della L.R. Siciliana n. 25/2024 e dall'art. 28, comma 20, della L.R. n. 28/2024. Nei motivi aggiunti aveva esteso l'impugnazione alla nota istruttoria del 26 novembre 2024, all'indirizzo interpretativo dell'Assessore e alle determinazioni e alla nota dipartimentale del 14 novembre 2024. In corso di causa è intervenuta l'interpretazione autentica di cui all'art. 26 della L.R. Siciliana n. 13/2026, che ha chiarito che la «chiusura del conto di tesoreria» può riferirsi sia alla chiusura del conto di tesoreria unica sia a quella del conto presso l'istituto bancario convenzionato. Il Comune ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione, dopo che la Regione ha comunicato l'intenzione di modificare il riparto e assumere il conseguente impegno di spesa in suo favore, previa rinuncia al giudizio.
La decisione
Il TAR non ha esaminato nel merito i motivi di impugnazione. Ha preso atto della dichiarazione espressa del Comune di non avere più interesse alla decisione e, in applicazione del principio dispositivo e della natura disponibile dell'azione, ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi degli artt. 84, comma 4, e 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione regionale di voler modificare il piano di riparto e impegnare le somme a favore del Comune, insieme alla sopravvenuta interpretazione autentica, costituisce il contesto della perdita di interesse, ma non è stata pronunciata una decisione sulla legittimità degli atti impugnati. Spese compensate per la definizione in rito e la peculiarità delle ragioni che hanno determinato il venir meno dell'interesse.
Norme richiamate
art. 84, comma 4, c.p.a.
Il ricorso va dunque dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a. e dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La dichiarazione del ricorrente di non avere più interesse alla decisione, nel caso concreto, comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Il ricorso va dunque dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a. e dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La norma fonda la declaratoria di improcedibilità quando viene meno l'interesse alla decisione; qui il venir meno è stato dichiarato espressamente dalla parte ricorrente.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità e non può proseguire d'ufficio l'esame del merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, in applicazione del principio dispositivo e della natura disponibile dell'azione.
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