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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40121/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Tassotto era stato condannato in abbreviato dal G.I.P. di Udine e la condanna era stata confermata dalla Corte d'appello per detenzione e porto di arma clandestina (fucile combinato cal. 22/32 con matricola abrasa). Le prove erano basate su un compendio indiziario: presenza dell'imputato vicino alla baita di sua proprieta', ritrovamento del fucile in un roveto a breve distanza, condizioni dell'arma indicative di abbandono recente e rinvenimento nella baita di un copri-ottica compatibile. In cassazione il ricorrente ha proposto tre motivi: 1) violazione dell'art. 192, comma 2, c.p.p. e vizio di motivazione circa la mancanza di indizi gravi, precisi e concordanti; 2) errata applicazione degli artt. 133 e 133-bis c.p. e dell'aumento per continuazione (art. 81 c.p.); 3) vizio nella valutazione per la sostituzione della pena detentiva con misura alternativa (si invocava la ratio della riforma Cartabia e l'ammissibilita' delle misure alternative per pene brevi).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha confermato la correttezza della valutazione di merito. Sul primo motivo ha ritenuto la valutazione indiziaria della Corte territoriale rigorosa e conforme allo standard di gravita', precisione e concordanza, evidenziando la valutazione unitaria degli elementi (luogo/condizioni del ritrovamento, compatibilita' del copri-ottica, movente plausibile per disfarsi dell'arma con matricola abrasa). Sul secondo motivo ha affermato la corretta applicazione del principio di specialita' e la legittimita' dell'aumento ai sensi dell'art. 81 c.p. per la continuazione interna rispetto ai reati residui di arma clandestina. Sul terzo motivo ha ritenuto legittima la valutazione discrezionale della Corte d'appello, fondata sui precedenti specifici dell'imputato e sulla prognosi negativa circa l'efficacia rieducativa delle pene sostitutive. Conseguentemente il ricorrente e' stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen., comma 2

    articolo 192, comma 2, cod. proc. pen.

    Il vizio di motivazione relativo alla valutazione degli indizi e' stato ritenuto infondato: la Corte ha applicato il principio che richiede la valutazione globale e non atomistica degli indizi per accertare la responsabilita' "al di la' di ogni ragionevole dubbio"

  • legge n. 895 del 1967, artt. 2, 4 e 7

    artt. 2, 4 e 7 L. n. 895/1967

    Norme in tema di attivita' venatoria integrate nella contestazione (la Corte ha ritenuto che il reato di arma clandestina assorbisse le fattispecie previste da tali disposizioni nei termini indicati in sentenza)

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: richiamati quale parametro per il giudizio prognostico sulla scelta delle pene sostitutive e per valutare la personalita' del condannato

  • art. 133-bis cod. pen.

    Rilevante nella discussione sulla continuazione/concorrente applicazione delle circostanze o aumenti; i giudici di merito hanno applicato i principi consolidati in materia

  • art. 81 cod. pen.

    Applicato per infliggere un aumento ex continuazione interna per il reato residuo di detenzione/porto di arma clandestina; la Corte ha ritenuto legittima l'integrazione dell'aumento

  • art. 58 legge n. 689/1981

    art. 58 legge n. 689/1981

    Disciplina la possibilita' di sostituire le pene detentive brevi con sanzioni alternative; la Corte ha confermato che la sostituzione e' discrezionale e deve tener conto dei criteri dell'art. 133 c.p.

  • art. 4-bis legge 26 luglio 1975 n. 354 (Ord. pen.)

    art. 4-bis legge 26 luglio 1975 n. 354

    Citato come limite rispetto alla sostituzione: la sussistenza di condanne per reati di cui all'art. 4-bis escluderebbe l'accesso alle pene sostitutive; qui non applicato ma richiamato per completezza

  • d.lgs. n. 150/2022

    Riforma che ha esteso l'ambito delle sanzioni sostitutive; la Corte ha comunque ribadito che la valutazione resta ancorata ai criteri di cui all'art. 133 c.p.

  • art. 545-bis c.p.p.

    Norma sugli accertamenti economico-patrimoniali: la Corte ha ricordato che il giudice che ritenga inidonea la pena sostitutiva per precedenti penali non e' obbligato ad eseguire anche tali accertamenti

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per imporre al ricorrente il pagamento delle spese processuali a seguito dell'inammissibilita' del ricorso

Massime di principio

  • La prova indiziaria va valutata globalmente: singoli elementi deboli possono costituire prova sufficiente se, nell'insieme, risultano gravi, precisi e concordanti
  • Il principio di specialita' puo' determinare l'assorbimento di fattispecie meno gravi in quella piu' specifica (es. reati di arma comune assorbiti da reato di arma clandestina), ma i reati residui possono giustificare aumenti per continuazione
  • La determinazione della pena e la sostituzione con misure alternative e' rimessa a discrezionalita' del giudice, che deve motivare la valutazione prognostica tenendo conto dei criteri dell'art. 133 c.p.; i precedenti specifici possono legittimamente escludere la sostituibilita' se indicano inefficacia rieducativa
  • Le censure di motivazione generiche o meramente reiterative risultano, in cassazione, frequentemente inammissibili; e' necessario dedurre errori giuridici specifici o vizi motivazionali rilevanti
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile il ricorrente puo' essere condannato al pagamento delle spese e ad una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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