Cassazione Penale, Sentenza n. 43542/2022 del 16/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per vizio di motivazione: i giudici di merito avrebbero fondato la condanna prevalentemente sulla dichiarazione della persona offesa e, per corroborarla, avrebbero fatto riferimento al contenuto di una querela (o denuncia) e al presunto timore della persona offesa, elementi che la difesa aveva contestato come inutilizzabili o non provati; lamentata anche la mancata risposta a rilievi difensivi circa incongruenze e lacunosità della ricostruzione della persona offesa.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte di Appello di Genova perché riformuli il giudizio di attendibilità della persona offesa fondandolo su elementi diversi. In particolare la Cassazione ha censurato l'uso, da parte della Corte d'appello, del contenuto della querela/denuncia come corroborazione della testimonianza e il richiamo a un 'timore' non documentato.
Norme richiamate
art. 512 cod. proc. pen.
La querela inserita nel fascicolo non può essere utilizzata per valutare l'attendibilità della persona offesa, salvo il caso in cui risulti impossibile la sua testimonianza e si renda necessaria la lettura ai sensi di questa norma; solo in tale ipotesi il contenuto può concorrere alla prova.
art. 499 comma 5 cod. proc. pen.
Il contenuto della querela può essere impiegato come 'aiuto alla memoria' della persona offesa se la querela è stata redatta dallo stesso testimone e presentata in forma scritta agli organi competenti, nei limiti e alle condizioni previste dalla norma.
art. 500 commi 1 e 2 cod. proc. pen.
La querela o dichiarazioni precedenti possono essere utilizzate ai fini delle contestazioni formali al testimone quando siano state rese e verbalizzate secondo le modalità previste; fuori da tali condizioni non possono fondare la valutazione di attendibilità.
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Norma procedurale che disciplina la trasmissione della requisitoria del Pubblico Ministero in relazione al procedimento, richiamata nel procedimento come atto formale trasmesso dal PG.
Massime di principio
- Il contenuto di una querela/denuncia non può essere usato dal giudice come mezzo di prova per valutare l'attendibilità della persona offesa se non nei casi tassativamente previsti (es. impossibilità della testimonianza e lettura ai sensi dell'art. 512 c.p.p.).
- La Corte d'appello deve rispondere esplicitamente ai rilievi difensivi sulla credibilità dei testi: l'assenza di motivazione su punti critici può determinare l'annullamento per vizio di motivazione.
- Non è ammesso fondare la ricostruzione dei fatti su elementi processualmente inutilizzabili o su circostanze non documentate (es. presunti timori della vittima non comprovati).
- In situazioni analoghe il giudice di merito, per sorreggere una condanna basata sulla testimonianza della persona offesa, dovrebbe cercare e indicare elementi di riscontro oggettivo (altri testimoni, riscontri documentali, immagini) o motivare perché la versione del teste è comunque ritenuta coerente e credibile.
- Se si intende utilizzare la querela come 'aiuto alla memoria' o per contestare il teste, occorre che la querela sia stata redatta o verbalizzata secondo le condizioni previste dalle norme processuali; altrimenti il suo contenuto resta inidoneo a corroborare la prova.
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