Sentenza del 09/11/2022 n. 33083 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti impugnavano avvisi di accertamento (periodo 2007) per maggiori imposte IRES, IRAP e IVA concernenti tre rilievi: 1) spese per materiale edile ritenute non inerenti rispetto allo stato di avanzamento del cantiere; 2) deduzione di costi e detrazione IVA derivanti da fatture emesse dalla Art. Service Srl, ritenuta una "cartiera" e quindi operazioni inesistenti; 3) una fattura rinvenuta presso Art. Service ritenuta emessa da GIO.CO. con conseguente omesso versamento IVA. L'Ufficio ha altresì contestato a A.A. la percezione di reddito occulto di capitale e alla società la mancata effettuazione/versamento di ritenute per il socio di minoranza. Dopo decisione favorevole parziale in primo grado, la CTR respingeva integralmente l'appello dei contribuenti. I ricorrenti ricorrevano in Cassazione con vari motivi, il principale dei quali denunciava la "motivazione apparente" della sentenza d'appello, ossia la riproduzione pedissequa delle difese dell'Amministrazione senza autonoma, critica e comprensibile valutazione dei motivi d'appello.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo (motivazione apparente), ritenendo che la sentenza della CTR fosse sostanzialmente una riproduzione acritica delle argomentazioni dell'Amministrazione senza autonoma valutazione critica delle censure dei ricorrenti, e che mancasse una motivazione materiale e comprensibile. Per tale motivo la sentenza d'appello è stata cassata e il giudizio rinviato alla Corte territoriale di appello (CTR) della Puglia in diversa composizione per nuovo esame; gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti. La Corte ha demandato alla CTR di secondo grado, in sede di rinvio, anche la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
Costituzione, art. 111
Richiesta di motivazione adeguata e comprensibile delle sentenze; la Corte ha rilevato la violazione del principio costituzionale per mancanza di motivazione autonoma.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5
Base normativa per il ricorso per cassazione fondato su motivazione apparente/insufficiente; la Corte ha qualificato il vizio come rilevante ai fini di legittimità.
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36, comma 2, n. 4
Richiamato fra le norme processuali pertinenti ai motivi di nullità e di impugnazione nel processo tributario.
Codice di procedura civile, art. 112 e art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4
art. 112 c.p.c.; art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4
Norme citate con riferimento ai requisiti formali della motivazione e alle funzioni del giudice; la sentenza d'appello non ha rispettato i doveri motivazionali previsti.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, comma 7
D.P.R. n. 633/1972, art. 21, comma 7
Norma sull'IVA relativa alle fatture per operazioni inesistenti; i ricorrenti contestavano l'applicazione da parte della CTR senza valutare la detraibilità/decadenza dell'IVA da parte del presunto cessionario.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 19
D.P.R. n. 633/1972, art. 19
Norma sui termini per esercitare il diritto alla detrazione IVA; rilevante nella censura dei ricorrenti circa l'assenza del rischio di perdita fiscale.
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, artt. 26 e 38
D.P.R. n. 600/1973, art. 26; art. 38
Richiamate nelle censure relative all'onere della prova e alle presunzioni fiscali con riferimento alla determinazione del reddito e delle ritenute.
Codice civile, art. 2697
Onere della prova; i ricorrenti sostenevano che la CTR non avesse valutato gli elementi probatori prodotti in loro favore.
Codice civile, art. 2729
Presunzioni legali relative; citato con riferimento alla legittimità delle deduzioni e delle rettifiche operate dall'Ufficio.
Costituzione, art. 24
Garanzia del diritto alla difesa in giudizio; richiamata nelle censure sul mancato esame critico dei motivi d'appello.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art. 6
Principio del giusto processo; invocato indirettamente con riguardo al dovere del giudice di motivare adeguatamente e garantire equità del processo.
Massime di principio
- Una sentenza d'appello deve contenere una motivazione autonoma, chiara e critica: la mera riproduzione pedissequa delle argomentazioni di una parte può integrare la 'motivazione apparente' e comportare la cassazione per violazione dell'art. 111 Cost. e dell'art. 360 c.p.c.
- Il giudice d'appello ha l'obbligo di esaminare e valutare criticamente i motivi di gravame delle parti; l'omesso esame di fatti e argomentazioni decisivi può essere motivo di annullamento e rinvio.
- Nel contenzioso fiscale, l'Amministrazione deve fornire prove adeguate dell'esistenza di operazioni inesistenti o della mancata inerentezza delle spese; il giudice deve valutare il complesso probatorio (anche documento per documento) e non limitarsi alle risultanze di indagini di polizia giudiziaria richiamate in modo apodittico.
- La presenza di un giudicato parziale favorevole in primo grado deve essere considerata separatamente dal nuovo esame in sede di appello: l'assenza di impugnazione incidentale da parte dell'Ufficio può produrre effetti autonomi.
- Per il contribuente che ritenga viziata la motivazione di una sentenza d'appello, è strategico dedurre la 'motivazione apparente' in cassazione richiamando l'esatto confronto testuale tra atti di parte e motivazione giudiziale e chiedere il rinvio per nuovo esame.
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