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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12842/2026 del 08/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

La decisione riguarda due ricorsi per cassazione proposti nell'interesse di due imputati avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 25/03/2025. I ricorrenti contestavano la qualificazione giuridica dei fatti relativi a due orologi Rolex oggetto dei capi 2) e 3), sostenendo da un lato la violazione di legge in relazione all'art. 648 c.p. per asserita mancanza di prova della provenienza delittuosa dei beni e, dall'altro, la riconducibilità dei fatti all'art. 712 c.p. (incauto acquisto) anziché alla ricettazione. Veniva anche dedotta l'omessa motivazione con riferimento alla posizione della coimputata/imputata Venditti. Un secondo ricorso, proposto per l'altra imputata, lamentava invece che il verbale di sequestro del 15 agosto 2016 attesterebbe la disponibilità di un Rolex di modello diverso rispetto a quello contestato, ma il motivo è stato ritenuto generico perché non accompagnato dalla produzione dell'atto richiamato.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo ricorso perché la Corte di appello aveva valorizzato elementi logici univoci: per entrambi gli orologi Rolex il numero di matricola era abraso, mancavano i certificati di proprietà e gli imputati non avevano fornito spiegazioni plausibili sulla provenienza dei beni, con conseguente corretto inquadramento nella ricettazione e non nell'incauto acquisto. Il secondo ricorso è stato ritenuto generico, poiché la doglianza sul verbale di sequestro non era supportata dall'allegazione dell'atto richiamato. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di Euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    La Corte ritiene corretta la sussunzione dei fatti nella ricettazione, valorizzando indici oggettivi della provenienza delittuosa del bene e l'assenza di giustificazione sulla sua provenienza.

  • art. 712 c.p.

    La fattispecie di incauto acquisto è esclusa in presenza di elementi che rendono ragionevolmente riconoscibile la provenienza illecita del bene e di ulteriori indici sintomatici della ricettazione.

  • art. 616 c.p.p.

    La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, qui liquidata in Euro 3.000 per ciascun ricorrente.

Massime di principio

  • In tema di beni di provenienza sospetta, la presenza di indici oggettivi quali la matricola abrasa e l'assenza di documentazione di proprietà, unita alla mancanza di spiegazioni credibili sulla disponibilità del bene, può sorreggere la qualificazione del fatto come ricettazione anziché come incauto acquisto.
  • La deduzione di un vizio fondato su un atto processuale non allegato o non specificamente riprodotto in ricorso è inammissibile per genericità, poiché la Corte di cassazione non può supplire alla carenza di autosufficienza dell'atto impugnatorio.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, la conseguenza accessoria tipica è la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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