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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2041/2025 del 17/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di riparazione per ingiusta detenzione relativa a 399 giorni di arresti domiciliari (20/09/2010 - 24/10/2011) per ipotesi di usura e reati connessi. In sede penale il Petrosino e familiari erano stati assolti con sentenza del 10/11/2022 perche il fatto non sussiste, per inattendibilita delle persone offese e mancanza di riscontri. La Corte della riparazione, invece, ha ritenuto ostativi alla riparazione alcuni comportamenti del Petrosino emersi nel procedimento (in particolare conversazioni registrate in cui si faceva riferimento a prestiti, tassi e al timore di incriminazioni, nonche l'accettazione di una estinzione del debito tramite consegna di merce senza documentazione scritta) ritenuti gravemente colposi e capaci, in via ex ante, di concorrere a creare la falsa apparenza di un illecito penale che ha determinato l'adozione della misura cautelare.

La decisione

Il ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Salerno è stato rigettato. La Corte suprema ha confermato che, nel giudizio di riparazione, il giudice ha autonomia valutativa e può valorizzare fatti accertati nel processo di cognizione anche se questi non hanno determinato condanna penale. Ha quindi ritenuto non manifestamente illogica la decisione della Corte della riparazione che ha individuato condotte del Petrosino di gravita colposa e in sinergia con le ragioni che avevano portato all'adozione della misura cautelare, escludendo il diritto alla riparazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dal Ministero.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. proc. pen.

    Disciplina le condizioni per la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte l'ha interpretata nel senso che la presenza di dolo o di colpa grave del detento, idonei a concorrere ex ante a creare l'apparenza di reato, costituisce ostacolo al riconoscimento della riparazione.

  • art. 606 lett. c) ed e) cod. proc. pen.

    Motivi di ricorso per cassazione richiamati dal ricorrente (violazione di norme e contraddittorieta della motivazione); la Corte ha ritenuto i motivi infondati.

  • art. 530 co. 2 cod. proc. pen.

    Norma che consente l'assoluzione perche il fatto non sussiste; la sentenza di assoluzione ai sensi di tale articolo non impedisce comunque al giudice della riparazione di valutare autonomamente la sussistenza di condotte ostative ai sensi dell'art. 314.

  • artt. 644 comma 5 nn. 3 e 4, 81 cpv., 629, 628 comma 3 cod. pen. e art. 7 L. n. 2013/1991

    Norme penali relative ai reati contestati nel procedimento di merito (usura, etc.). Sono le fattispecie per le quali era stata disposta la misura cautelare, poi sfociata in assoluzione; la Corte della riparazione ha comunque preso in considerazione i fatti emersi nell'istruttoria collegati a tali contestazioni ai fini della valutazione sulla riparazione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di riparazione il giudice ha autonomia valutativa rispetto al processo di merito: un'assoluzione penale, anche perche il fatto non sussiste, non determina automaticamente il diritto alla riparazione.
  • Per escludere la riparazione e' sufficiente dimostrare l'esistenza di dolo o di colpa grave del presunto ingiustamente detenuto che, con i suoi comportamenti, abbia concorso ex ante a creare la falsa apparenza di un reato e quindi ad agevolare l'adozione della misura cautelare.
  • Elementi extrapenali o non decisivi ai fini della condanna (es. conversazioni registrate, modalita atipiche di definizione di posizioni debitorie, mancanza di documentazione scritta) possono essere valorizzati dal giudice della riparazione per valutare la colpa grave.
  • La difesa, in procedimenti simili, dovrebbe puntare a: documentare e formalizzare rapporti economici e transazioni, contestare il nesso causale tra la condotta e l'adozione della misura, e proporre argomentazioni tecniche per sminuire la portata probatoria di conversazioni o registrazioni.
  • Il nesso di causalita e la valutazione ex ante sono decisivi: occorre mostrare che, anche considerati prima dell'adozione della misura, i comportamenti dell'indagato non abbiano contribuito a creare l'apparenza del reato.

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