Sentenza n. 3816/2026 - Milano, Sezione 5
per l'annullamento del verbale del Consiglio della classe IV H LSU dell’Istituto Scolastico -OMISSIS- -OMISSIS- del 30 agosto 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: verbale del consiglio di classe recante la mancata ammissione dell’alunna all’anno scolastico successivo per insufficienze in italiano, latino e storia
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione scolastica)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato la mancata ammissione alla classe successiva, deducendo che l’istituto scolastico non avrebbe svolto i corsi di recupero e non avrebbe comunicato alla famiglia, in tempo utile, l’andamento scolastico negativo, impedendo l’organizzazione di efficaci strategie di recupero. L’Amministrazione ha chiesto il rigetto del ricorso. La domanda cautelare era stata respinta. Nel corso del giudizio, il TAR ha chiesto alle parti di precisare se permanesse l’interesse alla decisione, avvertendo che l’inerzia avrebbe potuto comportare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse. La parte ricorrente non ha riscontrato la richiesta, non ha depositato memorie e non è comparsa alla camera di consiglio fissata ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative all’omesso svolgimento dei corsi di recupero e alle comunicazioni con la famiglia. Il giudice ha ritenuto che l’inerzia della parte, nonostante l’ordinanza istruttoria e la successiva comunicazione di Segreteria contenente uno specifico avvertimento, costituisse manifestazione implicita ma inequivoca dell’attuale disinteresse alla decisione. Le peculiarità della controversia e l’andamento complessivo del giudizio hanno giustificato la compensazione delle spese di lite.
Norme richiamate
art. 64, comma 4, c.p.a.
eventuale potere del giudice di desumere argomenti di prova dal comportamento delle parti
Il comportamento processuale della parte può concorrere a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 72-bis, comma 1, c.p.a.
verifica della permanenza dell’interesse alla decisione
Consente la fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse, con trattazione nel merito solo in caso di manifestazione espressa di interesse.
art. 84, comma 4, c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
L’inerzia della parte, a fronte di una richiesta giudiziale espressa e reiterata di confermare l’interesse, può condurre alla declaratoria di improcedibilità.
art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003
oscuramento delle generalità del minore e dei soggetti esercenti la responsabilità genitoriale o la tutela
Impone l’oscuramento dei dati idonei a identificare il minore e gli altri interessati nella riproduzione e diffusione del provvedimento.
art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679
eventuale interesse legittimo
Richiamato quale ulteriore presupposto per l’oscuramento dei dati personali.
Massime di principio
- Quando il giudice richiede espressamente alla parte di dichiarare la permanenza dell’interesse alla decisione e la parte rimane inerte nonostante un avvertimento sulle conseguenze processuali, tale comportamento può integrare una manifestazione implicita ma inequivoca di sopravvenuto disinteresse e giustificare la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
- La fissazione della causa ai soli fini della verifica della permanenza dell’interesse consente al giudice di non procedere all’esame del merito quando la parte, previamente avvertita, non confermi il proprio interesse né partecipi alla camera di consiglio.
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