Sentenza del 27/11/2015 n. 24257 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
A seguito della compravendita di un'area, l'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di accertamento aumentando il valore del cespite e aveva notificato cartelle di pagamento per imposta di registro e INVIM. S.T. chiedeva di beneficiare del giudicato favorevole ottenuto dalla coobbligata D. s.r.l., acquirente dell'area, la cui impugnazione aveva portato all'annullamento dell'avviso di liquidazione nei suoi confronti. La ricorrente denunciava l'omessa pronuncia sulla richiesta e la violazione degli articoli 1306 e 2909 del codice civile, sostenendo che il giudicato favorevole del condebitore solidale dovesse essere esteso anche a lei.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha rilevato che S.T. era già destinataria di una diversa sentenza della CTR, pronunciata nel suo specifico giudizio, divenuta definitiva per mancata impugnazione. Poiché tale giudicato diretto era contrario alla pretesa della ricorrente, non poteva essere invocato il giudicato favorevole ottenuto dall'altra coobbligata. La Corte ha quindi confermato l'impossibilità di estendere il giudicato favorevole e ha disposto che non vi fosse pronuncia sulle spese, non avendo le resistenti svolto difese.
Norme richiamate
Art. 112 c.p.c.
Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande proposte dalle parti. La censura di omessa pronuncia è stata ritenuta comunque infondata, poiché la richiesta di estensione del giudicato non poteva essere accolta in presenza di un giudicato diretto contrario.
Art. 1306, comma 2, c.c.
In tema di solidarietà tributaria, un coobbligato può avvalersi della sentenza favorevole pronunciata in un giudizio promosso da un altro coobbligato anche se non vi ha partecipato.
Il giudicato favorevole ottenuto da un coobbligato solidale può produrre effetti riflessi a favore degli altri coobbligati, ma non quando questi siano già destinatari di un diverso giudicato diretto e contrario.
Art. 2909 c.c.
Il giudicato vincola le parti, i loro eredi e aventi causa relativamente all'accertamento contenuto nella sentenza. Un giudicato diretto contrario prevale sulla possibilità di invocare il giudicato riflesso favorevole formatosi tra altri soggetti.
Art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
Consente di ricorrere per cassazione denunciando la violazione o falsa applicazione di norme di diritto; nel caso concreto, le violazioni denunciate non sono state ritenute fondate.
Massime di principio
- Nella solidarietà tributaria, il coobbligato può normalmente invocare il giudicato favorevole ottenuto da un altro coobbligato, anche se non ha partecipato a quel processo.
- L'estensione del giudicato favorevole non è possibile quando il soggetto interessato abbia già ricevuto una sentenza definitiva nel proprio giudizio, soprattutto se di contenuto contrario.
- Il giudicato diretto formatosi nei confronti del contribuente prevale sul giudicato riflesso derivante dalla decisione favorevole resa a favore di un altro coobbligato.
- È essenziale impugnare tempestivamente la propria sentenza: la mancata impugnazione può rendere definitiva la decisione e impedire di beneficiare successivamente dell'esito favorevole ottenuto da un coobbligato.
- La solidarietà dell'obbligazione non comporta automaticamente l'uniformità degli esiti processuali: gli effetti favorevoli di una sentenza possono essere limitati dalle vicende processuali individuali di ciascun coobbligato.
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