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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10519/2024 del 18/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (convenuto)

La controversia

La controversia nasce da un'azione ex art. 447-bis c.p.c. con cui una persona ha chiesto la condanna di un altro soggetto al rilascio di un fabbricato rurale, assumendo di essere succeduta nel diritto relativo al bene in qualità di erede dell'originario proprietario. Il Tribunale ha accolto la domanda e la Corte d'appello ha confermato la decisione. Il soccombente ha quindi proposto ricorso per cassazione con tre motivi: (1) violazione degli artt. 115, 116 c.p.c., 451, 468 e 2697 c.c., per avere la Corte d'appello ritenuto provata la qualità di erede dell'attrice senza adeguata prova; (2) violazione degli artt. 101, 180, 183, 164 c.p.c. e 480 c.c., per avere la Corte ritenuto tardiva l'eccezione di prescrizione del diritto di accettare l'eredità, deducendosi anche la mancanza dell'avvertimento di cui all'art. 167 c.p.c.; (3) violazione degli artt. 112 c.p.c. e 111 Cost., per avere qualificato l'eccezione relativa alla prescrizione del diritto di accettare l'eredità come eccezione in senso stretto, soggetta a decadenze processuali, invece che come mera difesa attinente a un elemento costitutivo del diritto azionato.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo errata la decisione d'appello nella parte in cui aveva dato per presupposta la qualità di erede della parte attrice sulla base della sola proposizione dell'azione di rivendicazione/rilascio del bene ereditario. La Corte ha chiarito che, quando una parte agisce o contraddice in qualità di erede, la qualità di erede costituisce un fatto costitutivo della legittimazione ad causam e deve essere specificamente allegata e provata, insieme al decesso del soggetto originario; tale prova non è integrata dalla sola denuncia di successione, ma può essere data, ad esempio, con gli atti di stato civile idonei a dimostrare il rapporto di parentela rilevante ai fini successori. Ha quindi rilevato che, nel caso concreto, prima di valorizzare l'eventuale accettazione tacita dell'eredità desumibile dall'azione giudiziaria proposta, la Corte territoriale avrebbe dovuto verificare la preliminare e contestata sussistenza della qualitas di erede. I secondi due motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di L'Aquila in diversa composizione, anche per le spese.

Norme richiamate

  • art. 447-bis c.p.c.

    indica il rito applicato in primo grado per la domanda di rilascio dell'immobile

  • art. 380-bis c.p.c.

    richiamato nel procedimento camerale e nella proposta di definizione accelerata

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    richiamato per la composizione del collegio e la decisione in camera di consiglio

  • art. 51 c.p.c.

    la Corte esclude l'incompatibilità del consigliere che aveva formulato la proposta

  • art. 52 c.p.c.

    richiamato insieme all'art. 51 c.p.c. per escludere cause di incompatibilità

  • art. 115 c.p.c.

    dedotto come violato nel primo motivo in tema di valutazione della prova

  • art. 116 c.p.c.

    dedotto come violato nel primo motivo in tema di valutazione della prova

  • art. 2697 c.c.

    la prova della qualità di erede e del decesso del de cuius grava sulla parte che agisce o contraddice in tale qualità

  • art. 451 c.c.

    richiamato nel primo motivo di ricorso

  • art. 468 c.c.

    richiamato nel primo motivo di ricorso

  • art. 101 c.p.c.

    richiamato nel secondo motivo di ricorso

  • art. 180 c.p.c.

    richiamato nel secondo motivo di ricorso

  • art. 183 c.p.c.

    richiamato nel secondo motivo di ricorso

  • art. 164 c.p.c.

    richiamato nel secondo motivo di ricorso

  • art. 480 c.c.

    richiamato nel secondo motivo di ricorso in tema di prescrizione del diritto di accettare l'eredità

  • art. 167 c.p.c.

    richiamato per il tema dell'avvertimento sulle decadenze conseguenti alla costituzione tardiva del convenuto

  • art. 112 c.p.c.

    richiamato nel terzo motivo per la qualificazione dell'eccezione e il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato

  • art. 111 Cost.

    richiamato nel terzo motivo come parametro del giusto processo

  • art. 460 c.c.

    la Corte richiama il principio secondo cui l'azione giudiziaria di rivendicazione o difesa della proprietà non rientra negli atti conservativi e di gestione consentiti al chiamato all'eredità

  • artt. 565 e ss. c.c.

    richiamati per individuare la delazione ereditaria e i rapporti di parentela rilevanti ai fini della successione

Massime di principio

  • Quando una parte agisce o resiste in giudizio dichiarando di farlo nella qualità di erede, la qualità ereditaria non può essere data per presunta: costituisce un fatto costitutivo della legittimazione ad causam e deve essere allegata e provata da chi la spende.
  • L'onere probatorio in tema di successione comprende sia la prova del decesso del soggetto dal quale si assume di derivare il diritto sia la prova della qualità di erede; la sola denuncia di successione non è sufficiente a integrare tale dimostrazione.
  • La prova della qualità di erede può essere fornita mediante atti dello stato civile idonei a dimostrare il rapporto di parentela rilevante ai fini della successione legittima.
  • L'eventuale accettazione tacita dell'eredità desumibile da atti giudiziari è questione logicamente successiva e non può sostituire la preliminare verifica della prova della qualitas di erede, ove questa sia specificamente contestata.
  • Quando un motivo di ricorso investe un errore decisivo sulla titolarità ereditaria e sulla legittimazione sostanziale della parte, gli ulteriori motivi relativi a decadenze processuali o alla qualificazione delle eccezioni possono restare assorbiti.

Come è indicizzato

MaterieSuccessione legittimaImpugnazioniProve
RamiSuccessioniProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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