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Sentenza

Sentenza n. 2617/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 5451/2024 emessa in data 4 dicembre 2024 dal Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202503600

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano che aveva riconosciuto alla ricorrente euro 1.297,86, oltre interessi, a titolo di retribuzione professionale docenti

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, già docente a tempo determinato presso il Ministero dell'Istruzione e del Merito, ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 5451/2024 del Tribunale di Milano, passata in giudicato e notificata al Ministero il 13 dicembre 2024. La sentenza aveva condannato l'Amministrazione al pagamento di euro 1.297,86, oltre interessi legali dalle singole maturazioni al saldo, a titolo di retribuzione professionale docenti ai sensi dell'art. 7 del CCNL del 15 marzo 2001. Il Ministero non ha spontaneamente eseguito la pronuncia. La ricorrente ha quindi dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione e chiesto l'esecuzione coattiva del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'inadempimento dell'Amministrazione non era contestato, così come la definitività della sentenza e la sua notificazione al Ministero. Ha ritenuto soddisfatte le condizioni previste dall'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Ha ordinato al Ministero di dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, attribuendogli il compito di determinare l'importo ancora dovuto e adottare gli atti necessari al pagamento entro i successivi sessanta giorni, su istanza del creditore. Il commissario non ha diritto a compenso, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato condannato alle spese di giudizio, liquidate in euro 800, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    La disposizione individua il giudizio di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti equiparati; nel caso concreto, il TAR ne ha ritenuto integrati i presupposti in presenza dell'inadempimento dell'Amministrazione.

  • art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    La disposizione è stata richiamata quale ulteriore presupposto per l'esecuzione nei confronti dell'Amministrazione di una condanna pecuniaria contenuta in una pronuncia giudiziaria notificata e non spontaneamente eseguita.

  • art. 7 CCNL del 15 marzo 2001

    La norma contrattuale costituisce il titolo sostanziale della condanna al pagamento della retribuzione professionale docenti, la cui esecuzione è stata richiesta in sede di ottemperanza.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'amministrazione non esegue spontaneamente una sentenza passata in giudicato che contiene una condanna pecuniaria, purché il titolo sia stato notificato e risultino soddisfatte le ulteriori condizioni previste dalla legge.
  • Accertato l'inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può assegnare un termine per l'esecuzione e nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza del creditore dopo l'inutile decorso del termine.
  • Il commissario ad acta può essere individuato in un organo o funzionario pubblico le cui attività rientrino nei compiti istituzionali; in tal caso, per l'esecuzione del mandato non è dovuto uno specifico compenso.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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