Cassazione Penale, Sentenza n. 25954/2024 del 03/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Brescia che, nel riesame della misura cautelare disposta dal G.i.p., aveva confermato la gravità indiziaria relativa al tentato omicidio e aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con arresti domiciliari rafforzati. Il ricorrente deduceva mancata, contraddittoria e manifestamente illogica motivazione: contestava l'attendibilità delle dichiarazioni testimoniali e la ricostruzione dinamica dei fatti, affermando di non essere autore materiale né avere volontà di adesione al progetto omicida (non conoscendo le intenzioni dei connazionali), chiedendo in subordine la riqualificazione in lesioni personali o l'esclusione del concorso per mancanza di dolo diretto o comunque per mera eventualità.
La decisione
Il ricorso è stato respinto. La Corte di legittimità ha ritenuto congrua la valutazione del Tribunale di Brescia: le dichiarazioni testimoniali e le risultanze medico-legali giustificavano la gravità indiziaria; Shkodra è stato qualificato quale autore materiale con dolo diretto, valutato secondo la prognosi postuma (ripetizione e violenza dei colpi, arma impiegata, zone corporee colpite); Dudu è stato ritenuto responsabile in concorso per avere contribuito all'accerchiamento e per aver previsto e accettato il rischio della commissione di un fatto più grave. È stata quindi confermata la decisione del giudice del riesame (sostituzione della custodia cautelare con arresti domiciliari rafforzati) e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 116 cod. pen.
La Corte ha richiamato che, ai fini della responsabilità del concorrente, è sufficiente il dolo eventuale: la prevedibilità e l'accettazione del rischio che si realizzi un evento più grave integra il concorso, anche se l'autore materiale abbia agito con dolo diretto
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137 conv. dalla legge 18/12/2020, n. 176
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176
Consente la trattazione del ricorso in forma scritta secondo la disciplina emergenziale indicata; la Corte ha proceduto in tale forma
Massime di principio
- La Cassazione non riesamina i fatti né riforma la valutazione probatoria del giudice di merito se la motivazione di quest'ultimo è logica e congrua: le censure che chiedono una rilettura degli elementi non sono idonee a fondare il ricorso
- Le dichiarazioni testimoniali convergenti e le risultanze medico-legali possono fondare la gravità indiziaria per il tentato omicidio, anche se permangono incertezze sull'antefatto
- Nel tentativo di omicidio l'animus necandi si valuta con la prognosi postuma: coerenza di più colpi, violenza, natura dell'arma e zone colpite sono elementi rilevanti per desumere il dolo diretto
- La responsabilità del concorrente può fondarsi sul dolo eventuale: la previsione e l'accettazione del rischio che l'azione comune evolva in reato più grave integra il concorso pieno ex art. 116 cod. pen.
- La mera impossibilità di identificare l'autore materiale nel ricorrente non esclude il concorso se questi ha partecipato attivamente alla dinamica (es. accerchiamento) e ha condiviso o accettato il rischio dell'aggressione
- Le incertezze relative al movente o ad aspetti preliminari non sono in genere sufficienti a escludere la gravità indiziaria quando gli elementi successivi (testimonianze, consulenze) siano convergenti
- In sede di riesame cautelare il giudice può modulare la misura (es. sostituire la custodia in carcere con arresti domiciliari rafforzati) valutando sia la gravità indiziaria sia le esigenze personali di prevenzione del pericolo di recidiva
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