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Sentenza

Sentenza del 30/09/2020 n. 598 - Comm. Trib. Reg. per la Liguria

Accertamento - riferimento a dati medi di settore - presunzione semplice - di per sé inidonea ai fini dell'accertamento analitico presuntivo - art. 39, c.1, lett. d), D.P.R. n. 600/73

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento IVA, IRPEG, IRAP e sanzioni per l'anno 1998 fondato su accertamento analitico-induttivo ex art. 39 co.1 lett. d) DPR 600/73 e art. 54 DPR 633/72. L'Ufficio aveva determinato ricavi e imponibili sulla base di percentuali di ricarico ricavate da medie di settore e, in parte, dai prezzi di listino rilevati dai fornitori anziché dai prezzi di vendita effettivi, contestando inoltre irregolarità contabili (vidimazione libro giornale, registro cespiti, omessa registrazione e dichiarazione di ricavi, indebita detrazione IVA, omessa dichiarazione IRAP). Il contribuente contestava l'uso delle medie di settore e della media semplice, la carenza dei presupposti per una presunzione "grave, precisa e concordante" e l'erronea determinazione del ricarico basata su prezzi di listino.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per riassunzione (in particolare l'appello), ritenendo che le percentuali medie di settore (e l'uso della media semplice) non possano, di per sé, integrare presunzioni idonee ai sensi dell'art. 39 DPR 600/73 se non sono "gravi, precise e concordanti" e quando non siano confortate da altre risultanze. Ha censurato l'utilizzo dei prezzi di listino forniti dai fornitori anziché dei prezzi di vendita effettivi dell'impresa, considerandolo criterio puramente indicativo e non realistico. L'avviso di accertamento è stato annullato e l'Agenzia condannata alle spese di lite (liquidate in complessivi Euro 7.000,00 oltre oneri).

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 39, comma 1, lett. d)

    L'accertamento analitico-induttivo richiede presunzioni "gravi, precise e concordanti"; le percentuali medie di settore, in quanto elaborazioni statistiche, non sono di per sé idonee a soddisfare questo requisito se non supportate da altre risultanze.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 54

    Norma di riferimento per l'accertamento dell'IVA mediante presunzioni; la sua applicazione richiede adeguata motivazione e presunzioni qualificate, non meri risultati statistici.

  • D.P.R. n. 633/1972, art. 55

    Rilevato nel corso del procedimento come norma correlata alla regolarità degli adempimenti IVA; eventuali violazioni contabili possono integrare elementi probatori ma non sostituiscono la necessità di presunzioni qualificate.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 36, comma 2, n. 4

    Richiesta di motivazione sufficiente da parte della Commissione Tributaria; omissioni o carenze motivazionali possono portare a cassazione e rinvio.

Massime di principio

  • I valori percentuali medi di settore costituiscono elaborazioni statistiche e non possono, da soli, costituire presunzioni "gravi, precise e concordanti" richieste per l'accertamento analitico-induttivo ex art. 39 DPR 600/73.
  • L'uso della media semplice (media aritmetica) è ammissibile solo se è dimostrata l'omogeneità delle merci; in presenza di merci disomogenee o di tipologie più vendute con ricarichi diversi, va utilizzata la media ponderata o altra metodologia adeguata.
  • Determinare il ricarico sui prezzi di listino indicati dai fornitori anziché sui prezzi di vendita effettivamente praticati dall'impresa è un criterio meramente presuntivo e non idoneo a fondare l'accertamento se non corroborato da riscontri concreti.
  • L'Ufficio deve esporre un ragionamento logico e congruo che giustifichi la scelta del criterio di determinazione del ricarico e considerare elementi concreti (omaggi, saldi, liquidazioni, composizione merceologica, documentazione di vendita) prima di effettuare stime.
  • Solo in presenza di gravi irregolarità contabili che rendano la contabilità manifestamente inattendibile è possibile prescindere da presunzioni qualificate; comunque la motivazione deve dimostrare tale inattendibilità.
  • Per il contribuente: conservare e presentare documentazione sulle vendite reali (scontrini/fatture di vendita, listini praticati, giacenze, sconti apposti) è cruciale per contrastare accertamenti fondati su medie di settore.
  • Per l'amministrazione: integrare le percentuali di settore con riscontri oggettivi e specifici dell'impresa (inventari, congruità tra acquisti e vendite, accertamenti incrociati) per soddisfare il requisito delle presunzioni.

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