Sentenza n. 4451/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania che aveva annullato il diniego di permesso di costruire in sanatoria e imposto al Comune di rideterminarsi sull'istanza
Esito
Favorevole al resistente (proprietario)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune ha appellato la sentenza del TAR, sostenendo che il diniego della richiesta di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001, proposta in subordine anche per il recupero del sottotetto secondo la normativa regionale, fosse adeguatamente motivato. Il TAR aveva invece rilevato il difetto di motivazione, poiché il richiedente aveva presentato osservazioni dettagliate al preavviso di diniego, mentre il provvedimento finale non aveva dato conto delle controdeduzioni. Nel corso del giudizio d'appello il Comune ha avviato il riesame della pratica, tenendo conto delle modifiche normative sopravvenute, e ha poi adottato un nuovo provvedimento finale di diniego.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La sentenza di primo grado imponeva al Comune soltanto di rideterminarsi sull'istanza, senza vincolare il contenuto della nuova decisione. Il Comune ha dato esecuzione a tale statuizione, riesaminando la pratica anche alla luce del principio tempus regit actum e delle modifiche normative sopravvenute, tra cui l'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001 e la legge regionale n. 5/2024, e ha adottato un nuovo diniego. Poiché l'interesse del Comune a ottenere la riforma della sentenza era venuto meno, l'appello è stato dichiarato improcedibile. Le spese sono state compensate in ragione della peculiare situazione fattuale. Il Collegio ha previamente dato alle parti l'avviso della possibile declaratoria di improcedibilità ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a.
Norme richiamate
art. 36 d.P.R. 380/2001
La disposizione costituiva la base normativa dell'istanza di permesso di costruire in sanatoria oggetto del diniego originario.
art. 36-bis d.P.R. 380/2001
La disposizione, introdotta nelle more del giudizio, è stata considerata dal Comune nel riesame dell'istanza secondo il principio tempus regit actum.
art. 73, comma 3, c.p.a.
Impone l'avviso alle parti quando il giudice intenda porre a fondamento della decisione una questione rilevata d'ufficio, qui la possibile improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 1 d.l. 29 maggio 2024, n. 69, convertito dalla legge 24 luglio 2024, n. 105
Ha introdotto l'art. 36-bis del d.P.R. 380/2001, disposizione considerata nel riesame amministrativo dell'istanza.
legge regionale 29 aprile 2024, n. 5
Modifica la disciplina regionale sul governo del territorio, comprendendo norme relative al recupero dei sottotetti, e deve essere considerata nel riesame secondo il principio tempus regit actum.
Massime di principio
- L'appello contro una sentenza che annulla un diniego e impone all'amministrazione di rideterminarsi senza vincolare il contenuto della nuova decisione diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando l'amministrazione riesamina la pratica e adotta un nuovo provvedimento, anche se di contenuto nuovamente negativo.
- Quando l'amministrazione procede al riesame in esecuzione di una sentenza di annullamento con obbligo di riedizione del potere, la nuova determinazione deve essere adottata secondo il principio tempus regit actum, considerando la disciplina normativa sopravvenuta applicabile alla fattispecie.
- L'esecuzione di una sentenza che impone la riedizione del potere non preclude all'amministrazione l'adozione di un nuovo provvedimento di diniego, salvo che la sentenza abbia imposto uno specifico contenuto vincolato della decisione.
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