Cassazione Penale, Sentenza n. 30607/2024 del 25/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di misura cautelare custodiale finalizzata all'esecuzione della consegna di Vieru alle autorità rumene, nonostante la pronuncia definitiva di consegna. La Corte di appello aveva motivato il rigetto ritenendo che il consegnando non fosse più presente sul territorio italiano (segnalazioni del datore di lavoro e dichiarazioni telefoniche del Vieru). Il Procuratore generale ha contestato che la Corte abbia richiesto l'individuazione certa del luogo in cui si trovi il consegnando, mentre ai fini della misura cautelare rilevano il pericolo di fuga e l'esigenza di assicurare la traditio in vinculis; inoltre ha sostenuto che la mera irreperibilità non prova che la persona sia effettivamente fuori dal territorio nazionale.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso, ritenendo che la certezza dell'allontanamento dal territorio italiano sia condizione per dichiarare il procedimento privo del suo oggetto; la semplice irreperibilità o le dichiarazioni del consegnando non sono sufficienti a provare che egli abbia lasciato lo Stato. Ne consegue che, fino a prova contraria dell'uscita dal territorio nazionale, deve essere eseguita la consegna disposta e può essere applicata la misura cautelare richiesta. L'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo esame alla Corte di appello di Bologna alla luce dei principi affermati.
Norme richiamate
Legge 22 aprile 2005, n. 69
La giurisprudenza formatasi nella materia estradizionale è applicabile, per analogia, anche alla procedura di consegna basata sul mandato di arresto europeo; l'art. 39 comma 1 viene richiamato per estendere principi sull'estradizione alla consegna.
Disposizioni di attuazione del codice di procedura penale
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Usato come criterio formale per la sintetica esposizione dei motivi di ricorso; non ha inciso sul merito delle questioni sostanziali risolte.
Legge n. 69 del 2005
Richiamata nel motivo di ricorso (come richiamo alle norme sulla consegna/mandato di arresto europeo); la Corte osserva che la verifica dell'effettiva presenza sul territorio italiano è rilevante per la procedura di consegna solo se vi è certezza dell'allontanamento.
Massime di principio
- La presenza nel territorio italiano della persona richiesta in consegna è il presupposto essenziale della procedura di consegna; soltanto la certezza dell'allontanamento rende il procedimento privo del suo oggetto.
- La mera irreperibilità o le dichiarazioni del consegnando di essere all'estero non sono sufficienti per escludere l'esecuzione della consegna o per rifiutare una misura cautelare finalizzata alla traditio in vinculis.
- Il pericolo di fuga e l'esigenza di assicurare l'esecuzione materiale della consegna possono giustificare misure cautelari anche dopo la sentenza di consegna, salvo prova concreta e certa dell'uscita dal territorio nazionale.
- Onere della prova: chi deduce che il consegnando è uscito dallo Stato deve fornire elementi concreti e certi; segnalazioni informali o dichiarazioni non sostituiscono tali prove.
- In caso di dubbio sull'effettiva ubicazione della persona richiesta, il giudice deve favorire l'esecuzione della misura di assicurazione della consegna piuttosto che dichiarare il non luogo a provvedere.
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