Cassazione Penale, Sentenza n. 43693/2024 del 28/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile l'istanza di rescissione del giudicato proposta da Dessalvi contro la sentenza irrevocabile del Tribunale monocratico di Sassari (16/12/2022, irrevocabile 16/05/2023) per il reato previsto dall'art. 494 c.p. Il ricorrente deduceva che la notificazione del decreto di citazione a giudizio non era mai stata effettuata presso il domicilio elettivo indicato nello studio del difensore di fiducia (avv. Giovanni Barone), che la nomina e la revoca del difensore non avevano soppressa tale elezione di domicilio, e che la successiva nomina di un difensore d'ufficio e le notificazioni presso quest'ultimo non avevano efficacemente informato l'imputato della pendenza del processo. Contestava inoltre che la Corte d'appello avesse impropriamente ritenuto che potesse valere la mancata impugnazione della sentenza da parte del difensore d'ufficio, senza considerare la giurisprudenza costituzionale e di legittimità in materia.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando la causa alla Corte d'appello per una nuova valutazione. La Suprema Corte ha rilevato che, secondo la giurisprudenza consolidata, l'elezione di domicilio presso il difensore conserva efficacia fino a revoca espressa nelle forme previste, per cui la notifica del decreto di citazione non effettuata presso quel domicilio integra una possibile causa di incolpevole mancata conoscenza del processo ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p. Ha affermato altresì che non può ritenersi automaticamente sufficiente la sola attività del difensore d'ufficio (o la sua possibile impugnazione) per escludere l'incolpevolezza dell'imputato: la Corte di merito dovrà verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e l'esistenza di concreti contatti tali da dimostrare che l'imputato fosse edotto della pendenza del procedimento o si fosse volontariamente sottratto. In mancanza di simili accertamenti, sussistono i presupposti per l'ammissione al rimedio rescissorio.
Norme richiamate
art. 629-bis cod. proc. pen.
«Il condannato o il sottoposto a misura di sicurezza con sentenza passata in giudicato, nei cui confronti si sia proceduto in assenza per tutta la durata del processo, può ottenere la rescissione del giudicato qualora provi che l'assenza è stata dovuta ad una incolpevole mancata conoscenza della celebrazione del processo»
La Corte lo considera rimedio straordinario idoneo a travolgere il giudicato formato in un processo celebrato in assenza, quando l'imputato dimostri l'incolpevole mancata conoscenza della vocatio in ius.
art. 420-bis cod. proc. pen.
Va interpretato, secondo la giurisprudenza di legittimità, nella prospettiva della 'vocatio in iudicium': le ipotesi elencate non introducono semplici presunzioni meccaniche ma elementi indicativi che il giudice deve valutare per accertare l'effettiva conoscenza del procedimento da parte dell'imputato.
art. 161 comma 4 cod. proc. pen.
Consente che, in caso di impossibilità di notificare l'imputato, il pubblico ministero nomini un difensore d'ufficio e le notificazioni avvengano presso di lui; tuttavia la Corte precisa che ciò non esime il giudice dal verificare se il difensore d'ufficio abbia effettivamente instaurato un rapporto che abbia informato l'imputato.
art. 415-bis cod. proc. pen.
Riferimento alla fase delle notificazioni degli atti relativi alla conclusione delle indagini; la mancata conoscenza personale di atti fondamentali può essere rilevante ai fini della rescissione.
Decr. Leg.vo n. 150/2022 (art. 23, art. 37, art. 89)
La riforma ha modificato la disciplina della procedibilità in assenza, ma la Corte sottolinea che per i processi pendenti al 30/12/2022 continua ad applicarsi la normativa anteriore, compresa la disciplina sulla rescissione del giudicato.
L. n. 103/2017 ("Riforma Orlando")
Ha introdotto l'art. 629-bis; la Corte richiama il testo di tale riforma come riferimento per i rimedi in caso di processi celebrati in assenza.
art. 421 comma 3 e art. 493 cod. proc. pen.
Norme che disciplinano le facoltà processuali del condannato che ottenga la revoca dell'assenza (rinnovazione e richiesta di prove); la Corte ricorda tali tutele nell'ambito della rescissione.
art. 670 cod. proc. pen.
Riferimento alla impossibilità di dedurre certe nullità assolute mediante incidente di esecuzione; tali censure possono invece essere sollevate mediante la richiesta di rescissione del giudicato.
Massime di principio
- L'elezione di domicilio presso il difensore di fiducia mantiene efficacia fino a revoca espressa e può ostacolare la validità delle notificazioni effettuate altrove; quindi controllare sempre se la revoca sia stata formale e comunicata nelle forme richieste.
- La mancata notificazione del decreto di citazione al domicilio eletto può configurare una "incolpevole mancata conoscenza" della pendenza del processo e legittimare la rescissione del giudicato ai sensi dell'art. 629-bis c.p.p.
- La nomina di un difensore d'ufficio e le notificazioni presso quest'ultimo non escludono automaticamente l'illegittimità delle notifiche antecedenti: è necessario accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale che abbia informato l'imputato.
- La valutazione sulla conoscenza del processo deve concentrarsi sulla "vocatio in iudicium": non è sufficiente una presunzione formale; il giudice deve accertare elementi concreti che dimostrino la conoscenza o la volontaria sottrazione.
- Quando si impugna per rescissione, il giudice deve verificare le circostanze fattuali (tentativi di notifica, verbali di vane ricerche, comunicazioni del difensore, contatti tra imputato e difensore d'ufficio) prima di escludere l'incolpevolezza dell'assenza.
- Per procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore di riforme processuali successive, occorre verificare l'applicabilità della disciplina transitoria: la normativa anteriore può restare operativa per valutare i rimedi straordinari.
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