Sentenza n. 7564/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza del giudicato della sentenza n. 1688/2024 del Tribunale di Velletri - Sezione lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri - Sezione lavoro n. 1688/2024, relativa all'attivazione della Carta del docente e all'accredito di 1.000 euro oltre accessori
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso ex art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Velletri - Sezione lavoro n. 1688/2024. Tale pronuncia aveva accertato il diritto della ricorrente a usufruire del beneficio della Carta del docente per gli anni scolastici 2020/2021 e 2021/2022 e aveva ordinato al Ministero di attivare la Carta, accreditandovi 1.000 euro, oltre al maggior importo tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione del diritto al soddisfo. La ricorrente ha dedotto la persistente inerzia dell'Amministrazione anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva e la certificazione del suo passaggio in giudicato. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non ha contestato la mancata esecuzione né dimostrato l'adempimento delle obbligazioni derivanti dal giudicato. Ha quindi dichiarato l'obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della pronuncia. Ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il compito di eseguire il giudicato entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in 400 euro oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza; il giudice ha ordinato all'Amministrazione di eseguire il giudicato e ha nominato il commissario ad acta.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
È la disposizione posta a fondamento del beneficio della Carta del docente riconosciuto nel titolo giudiziale da eseguire.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
È richiamato nel titolo giudiziale quale base per il riconoscimento del maggior importo tra interessi al saggio legale e rivalutazione monetaria.
D.M. 55/2014
È stato utilizzato come parametro per la liquidazione delle spese, in ragione della natura esecutiva del giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'Amministrazione non dimostri l'avvenuto adempimento degli obblighi derivanti dal giudicato e non fornisca giustificazioni per l'inerzia, il ricorso deve essere accolto e deve essere ordinata l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato dal giudice.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, anche contestualmente all'ordine rivolto all'Amministrazione, prevedendo che intervenga dopo la scadenza del termine assegnato e previa richiesta della parte vittoriosa.
- Il commissario ad acta nominato per l'esecuzione del giudicato può essere individuato nel dirigente generale dell'amministrazione competente per materia, con esclusione della delega e senza riconoscimento di compenso, se così stabilito dal giudice.
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