Sentenza n. 444/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento prot. n. 18889 del 24.03.2023, del Comune di Pineto- Settore “Area Tecnica Urbanistica – Assetto del Territorio – Attività Produttive S.U.A.P. - Sportello Unico Attività Produttive”, avente ad oggetto “Richiesta di permesso di costruire e richiesta autorizzazione paesaggistica ex art. 146 – d.lgs. 22.01.2004, n. 42, per lavori di permesso di costruire per 'riconversione e recupero con trasformazione di un fabbricato rurale e annessi, in struttura ricettiva "Country house" art. 37 della L.R. n.75/95'- importato da SUAP/SUE numero: TNTFRZ62P17G482P-12052021-1743 – rif. Richiesta prot. N. 9494/2021 data 13/05/2021”, con cui è stato negato il rilascio del permesso a costruire per la riconversione e recupero con trasformazione del fabbricato rurale e annessi, di proprietà del Sig. Tontodonati, in struttura ricettiva "Country house"; - della nota prot. n. 4423 del 23.02.2023, di comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza di permesso di costruire avanzata dal Sig. Tontodonati al Comune di Pineto; - di tutti gli atti presupposti, connessi e comunque consequenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del permesso di costruire per la riconversione e trasformazione di un fabbricato rurale e annessi in struttura ricettiva, nonché comunicazione dei motivi ostativi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale del permesso di costruire e la precedente comunicazione dei motivi ostativi relativi all'intervento di riconversione e recupero, con trasformazione di un fabbricato rurale e degli annessi in struttura ricettiva turistica, richiesto ai sensi dell'art. 37 della legge regionale n. 75/1995. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito, poiché il Comune ha successivamente rilasciato il permesso di costruire e, in seguito, è stata presentata una SCIA relativa all'intervento.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. La dichiarazione formale del ricorrente, fondata sul successivo rilascio del permesso di costruire e sulla presentazione della SCIA, ha fatto venir meno l'interesse concreto e attuale alla decisione di merito. Il giudice ha applicato il principio dispositivo operante nel processo amministrativo. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in ragione della definizione in rito della controversia, della richiesta del ricorrente e della mancata opposizione dell'amministrazione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse, formalmente dichiarata dal ricorrente a seguito del rilascio del titolo edilizio richiesto, impone la declaratoria di improcedibilità del ricorso.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce a tale disposizione uno specifico ruolo nella decisione.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio amministrativo, l'amministrazione adotta un provvedimento favorevole che soddisfa la pretesa sostanziale azionata, la formale dichiarazione del ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- Il principio dispositivo opera nel processo amministrativo e consente al ricorrente di determinare la prosecuzione o meno del giudizio mediante una dichiarazione processuale espressa, quando sia venuto meno l'interesse concreto e attuale alla decisione di merito.
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