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Sentenza

Sentenza del 15/05/2023 n. 13303 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Impugnazione di un avviso di accertamento IMU relativo all'anno 2012 per terreni agricoli. Il Comune aveva negato le agevolazioni previste dall'art. 13 del D.L. n. 201/2011 ritenendo che il ricorrente, in quanto pensionato e coadiuvante dell'azienda agricola del figlio, non avesse il requisito della prevalenza o esclusività del reddito agricolo rispetto ad altri redditi e quindi non potesse usufruire delle agevolazioni IMU.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto i primi due motivi di ricorso, ritenendo applicabili retroattivamente le norme di interpretazione autentica (in particolare l'art. 78-bis del D.L. n. 104/2020 e la L. n. 145/2018, art. 1, comma 705). Ha affermato che, ai fini delle agevolazioni IMU, la qualifica di coltivatore diretto o di IAP e la qualità di coadiutore si desumono dall'iscrizione nella gestione previdenziale e assistenziale agricola: la qualifica di pensionato non è di per sé ostativa se il soggetto mantiene l'iscrizione e continua a svolgere attività agricola secondo i criteri previdenziali. Poiché risultava incontroversa l'iscrizione previdenziale del ricorrente come coltivatore diretto/coadiuvante, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso del contribuente. Le spese di lite sono compensate.

Norme richiamate

  • D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (art. 13) conv. con mod. dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214

    "I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali... iscritti nella previdenza agricola, purchè dai medesimi condotti..." (comma 8-bis - regime di riduzioni, e comma 2 richiamo alle definizioni del D.Lgs. n. 504/1992).

    La norma IMU richiede l'iscrizione nella previdenza agricola per individuare i soggetti beneficiari; per effetto delle successive interpretazioni autentiche tale iscrizione è l'elemento decisivo anche se il soggetto è pensionato.

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 (art. 2 e art. 9)

    Definizioni di terreno agricolo e disciplina agevolativa ICI (art. 2 lett. b) e art. 9 agevolazioni per coltivatori diretti/imprenditori agricoli a titolo principale).

    Fornisce i presupposti oggettivi per la qualificazione del terreno; la disciplina ICI richiedeva storicamente possesso e conduzione diretta e la prevalenza del reddito agricolo, ma l'IMU richiama le definizioni di art. 2 e non integralmente le regole soggettive dell'art. 9.

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 (art. 58)

    Individua, ai fini delle agevolazioni, chi si considera coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale.

    Storicamente l'iscrizione agli elenchi comunali e l'assoggettamento agli obblighi assicurativi costituivano prova dei requisiti soggettivi; la giurisprudenza ha comunque richiesto prova anche della conduzione effettiva del fondo.

  • L. 30 dicembre 2018, n. 145 (art. 1, comma 705)

    "I familiari coadiuvanti del coltivatore diretto... iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola... beneficiano della disciplina fiscale propria dei titolari dell'impresa agricola..."

    Estende l'accesso alle agevolazioni ai familiari coadiuvanti iscritti nella gestione agricola; contribuisce alla nozione che l'iscrizione previdenziale identifica i soggetti onerati dal requisito di partecipazione attiva.

  • D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (art. 78-bis), conv. con modif. dalla L. 14/8/2020 n.104

    "...si considerano coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali anche i pensionati che, continuando a svolgere attività in agricoltura, mantengono l'iscrizione nella relativa gestione previdenziale e assistenziale agricola" (comma 3).

    Interpretazione autentica e retroattiva: l'iscrizione previdenziale e la prosecuzione dell'attività agricola (così da mantenere l'iscrizione) sono l'unica condizione richiesta per fruire delle agevolazioni IMU; la semplice qualità di pensionato non è di per sé esclusiva.

  • L. 27 luglio 2000, n. 212 (art. 1, comma 2)

    Norma richiamata come principio generale sulle interpretazioni autentiche della legge.

    Consente che l'interpretazione autentica abbia efficacia retroattiva nei limiti previsti, giustificando l'applicazione retroattiva delle disposizioni interpretative citate.

  • L. 9 gennaio 1963, n. 9 e L. n. 1047/1957 (artt. richiamati) e D.Lgs. 9/1963

    Norme richiamate nella materia previdenziale e negli elenchi comunali dei coltivatori (richiami storici in tema di qualificazione previdenziale).

    Definiscono i criteri per la qualifica di coltivatore diretto ai fini previdenziali: coltivazione diretta, abituale e prevalente (o esclusiva) come contegno per iscrizione e obblighi contributivi.

Massime di principio

  • Ai fini IMU, l'elemento decisivo per riconoscere l'agevolazione sui terreni agricoli è l'iscrizione nella gestione previdenziale e assistenziale agricola: l'essere pensionato non esclude automaticamente il beneficio se la persona mantiene l'iscrizione e continua a svolgere l'attività agricola secondo i criteri previdenziali.
  • I familiari coadiuvanti iscritti nella previdenza agricola e che partecipano attivamente e in maniera abituale/prevalente all'impresa familiare possono beneficiare delle agevolazioni IMU; l'iscrizione previdenziale costituisce prova rilevante dell'abitualità e della prevalenza.
  • Le norme di interpretazione autentica (es. art. 78-bis del D.L. n. 104/2020) possono avere efficacia retroattiva e sono applicabili anche quando intervengono dopo l'inizio del giudizio, se risolvono la corretta definizione del regime giuridico oggetto della controversia.
  • La prova dei requisiti resta, in linea generale, a carico del contribuente; tuttavia l'iscrizione nella gestione previdenziale è prova forte dei requisiti soggettivi richiesti per le agevolazioni IMU, riducendo la necessità di ulteriori accertamenti sulla prevalenza di reddito agricolo.
  • La conduzione diretta del fondo, pur rilevante nella disciplina storica ICI, assume un ruolo diverso nell'IMU post-norme: resta rilevante per talune riduzioni (es. comma 8-bis ratione temporis) ma l'iscrizione previdenziale può essere l'elemento decisivo per il riconoscimento dell'agevolazione.
  • In situazioni analoghe, verificare e documentare l'iscrizione nella gestione previdenziale agricola (registro INPS), i versamenti contributivi e la partecipazione abituale e prevalente all'attività aziendale: tali documenti sono determinanti per ottenere l'agevolazione.
  • Se la controversia verte su fatti e richieste risolti da successiva interpretazione normativa, il giudice di legittimità può decidere nel merito e compensare le spese di lite, specie quando la questione ha rilevanza nomofilattica e coinvolge modifiche legislative complesse.

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