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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29182/2025 del 06/08/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente censura la nullità della sentenza impugnata sostenendo che il decreto di citazione in appello era stato notificato esclusivamente al difensore nominato ai sensi dell'art. 97, comma 4, c.p.p., e non all'imputato; denuncia la nullità assoluta della notifica e, in sostanza, contesta la regolarità del processo in assenza.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancato deposito del "mandato specifico ad impugnare" rilasciato dopo la pronuncia della sentenza, obbligo previsto dall'art. 581, comma 1-quater, c.p.p., nel caso di imputato rispetto al quale si è proceduto in assenza. Si osserva che il difensore che ha proposto il ricorso era il difensore d'ufficio nominato ai sensi dell'art. 97, comma 4, c.p.p., e non risulta depositato il mandato specifico. La Corte ha rilevato che, anche dopo la modifica normativa richiamata (legge 9 agosto 2024, n. 114), rimane imprescindibile il deposito del mandato specifico quando l'impugnazione è promossa dal difensore d'ufficio dell'imputato assente. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice penale

    Il reato di resistenza è quello per cui l'imputato è stato ritenuto responsabile in primo grado e in appello; la norma è richiamata per indicare la fattispecie contestata ma non incide sulla questione processuale dedotta in cassazione.

  • Codice di procedura penale

    Disciplina la nomina del difensore d'ufficio; nella fattispecie il difensore che ha proposto il ricorso è quello d'ufficio, circostanza rilevante perché il mancato deposito del mandato specifico da parte di tale difensore determina l'inammissibilità.

  • Codice di procedura penale

    art. 581, comma 1-quater c.p.p.

    Stabilisce che, quando si è proceduto in assenza dell'imputato, l'atto d'impugnazione del difensore deve essere accompagnato dal mandato specifico ad impugnare rilasciato dopo la pronuncia della sentenza; la Corte ha applicato questa norma per dichiarare inammissibile il ricorso in mancanza del mandato.

  • Legge 9 agosto 2024, n. 114

    La modifica normativa ha parzialmente ridimensionato l'ambito del vizio di inammissibilità, ma la Corte ha osservato che, con riguardo all'impugnazione promossa dal difensore d'ufficio dell'imputato assente, il requisito del mandato specifico resta imprescindibile.

Massime di principio

  • Se il processo si è svolto in assenza dell'imputato, ogni impugnazione proposta dal difensore richiede il deposito, a pena d'inammissibilità, di un mandato specifico ad impugnare rilasciato dopo la pronuncia della sentenza.
  • Il requisito del mandato specifico è particolarmente rigoroso quando l'impugnazione è promossa dal difensore d'ufficio dell'imputato assente: la sua mancata produzione comporta l'inammissibilità del ricorso anche in Cassazione.
  • Le modifiche legislative possono ridurre l'ambito del vizio formale per il difensore di fiducia, ma non eliminano l'obbligo per il difensore d'ufficio nei confronti dell'imputato assente; pertanto va sempre verificata l'applicabilità del testo normativo vigente al caso concreto.
  • In pratica, per evitare l'inammissibilità, il difensore (soprattutto se d'ufficio) deve ottenere e depositare tempestivamente il mandato specifico successivo alla sentenza e assicurare adeguata comunicazione all'imputato ove possibile.
  • La mancata osservanza di questo adempimento formale può determinare esclusivamente effetti processuali (inammissibilità e condanna alle spese), senza entrare nel merito delle questioni sostanziali del caso.

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