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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38102/2022 del 10/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Trieste che aveva confermato in gran parte la condanna per reati tributari. Aulisio e Ardito contestano la sussistenza dei reati previsti dagli artt. 2 e 8 del D.lgs. 74/2000, deducendo che la condanna si fonda su meri indizi e su presunzioni di matrice tributaria inidonee in sede penale, nonché sull'erronea valutazione di elementi quali l'accordo transattivo e le giustificazioni fornite. Contestano altresì la determinazione e motivazione della confisca per equivalente, sostenendo l'assenza di un effettivo profitto fiscale. Brescia impugna in più motivi: la effettività delle prestazioni sottostanti alle fatture contestate (art. 2 D.lgs. 74/2000), la carenza del dolo specifico per l'evasione fiscale (anche per la distanza territoriale che le avrebbe impedito di accertare eventuali frodi), e la mancata e insufficiente motivazione circa la confisca e la sua quantificazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Aulisio Alessandro e Ardito Stefano, ritenendo congrua la valutazione indiziaria della Corte d'Appello e infondate le censure circa l'uso di presunzioni tributarie e la quantificazione del profitto soggetto a confisca (che va assunto come imposta evasa). Per Brescia Giuseppina la Cassazione ha invece accolto il motivo relativo all'elemento soggettivo (dolo) del reato: la sentenza di appello è annullata limitatamente a tale profilo e la causa è rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'Appello di Trieste. Nel resto i ricorsi sono rigettati; Aulisio e Ardito sono condannati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.lgs. 74/2000, art. 2

    Norma contestata per omessa dichiarazione/irregolarità fiscale; la Corte ha ritenuto che, alla luce degli elementi probatori e degli indizi convergenti, possa ritenersi sussistente per alcuni imputati la fattispecie, salvo riserva sulla valutazione del dolo per la Brescia.

  • D.lgs. 74/2000, art. 8

    Norma contestata relativa all'emissione di fatture per operazioni inesistenti; la Corte d'appello aveva ritenuto che gli elementi indiziari, valutati nel loro insieme, consentivano la configurazione del reato per Aulisio e Ardito, decisione confermata in cassazione.

  • Codice di procedura penale, art. 606 comma 1 lett. b) ed e)

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (vizi di motivazione e violazione di legge). I ricorrenti hanno invocato tali censure; la Corte di Cassazione le ha esaminate e ritenute in massima parte infondate, salvo per il profilo del dolo relativo a Brescia.

  • D.lgs. 74/2000, artt. 42 e 43

    Richiamati nei motivi di Brescia in rapporto alla partecipazione e all'elemento soggettivo. La Corte ha ritenuto fondata la censura sulla mancanza di adeguata motivazione circa il dolo per Brescia, con rinvio per nuovo giudizio su tale questione.

  • Giurisprudenza della Corte di cassazione (Sez. 3, Piccolo, 23/01/2013)

    Principio richiamato secondo cui le presunzioni legali tributarie non possono da sole costituire prova del reato in sede penale: possono avere valore indiziario ma devono essere corroborate da elementi di riscontro. La Corte ha verificato che nel caso non si è fatto ricorso a presunzioni tributarie in modo determinante.

  • Giurisprudenza sulla confisca nel diritto tributario (es. Sez.3, n.28047 del 20/01/2017)

    Principio secondo cui il profitto dei reati tributari è caratterizzato dal risparmio economico derivante dall'imposta evasa; la Corte d'appello aveva adottato il criterio della imposta evasa per quantificare il profitto confiscabile, ritenuto adeguato dalla Cassazione.

Massime di principio

  • In reati tributari i giudici possono fondare la decisione su un quadro di indizi convergenti: più elementi, valutati nel loro insieme e motivati coerentemente, possono integrare prova sufficiente anche se singolarmente non decisive.
  • Le presunzioni legali tributarie non sono di per sé prova definitiva in sede penale: possono avere valore indiziario ma devono essere corroborate da riscontri probatori concreti.
  • La quantificazione della confisca nei reati tributari è spesso collegata all'ammontare dell'imposta evasa; la parte che impugna deve specificamente contestare il calcolo in sede di gravame, pena l'irricevibilità della questione in Cassazione per nuova deduzione.
  • Le censure sulla motivazione (mancanza, illogicità, contraddittorietà) in Cassazione richiedono difetti di evidente portata macroscopica; deduzioni difensive semplicemente alternative, se coerentemente confutate in motivazione, non bastano a determinare l'annullamento.
  • La contestazione del dolo (elemento soggettivo) richiede una motivazione chiara: se la Corte non affronta adeguatamente argomenti concreti che escludano il dolo (es. distanza, impossibilità di verificare, ruolo marginale), il giudice di legittimità può disporre annullamento e rinvio per nuovo giudizio su tale profilo.
  • Per tutelare efficacemente la difesa in materia di confisca, il ricorrente deve indicare in modo preciso la metodologia di calcolo contestata e portare in appello le obiezioni sul merito del calcolo; altrimenti la questione può essere dichiarata nuova e tardiva in Cassazione.

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