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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38479/2023 del 21/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza di convalida dell'arresto per tre motivi principali: (1) violazione degli artt. 178, co.1 lett. c) e 179, co.1 c.p.p. per mancato avviso al difensore di fiducia, con nullità dell'udienza; si censurava che la polizia non avrebbe adeguatamente informato l'avvocato indicato e si sarebbe limitata a nominare difensore d'ufficio; (2) violazione dell'art. 382 c.p.p. per inesistenza dei presupposti di flagranza (si richiamava S.U. n. 39131/2016 secondo cui l'arresto non è legittimo se manca l'immediata e autonoma percezione delle tracce del reato); (3) vizio di competenza territoriale/territorialità perché il fatto sarebbe stato commesso all'interno della sede del Sovrano Ordine di Malta, soggetta a particolari rilevanze giuridiche.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Sulla notifica al difensore il giudice ha ritenuto sufficiente il tentativo di contatto telefonico effettuato dalla polizia giudiziaria, richiamando costante giurisprudenza che considera adempiuto l'obbligo di avviso quando sia stato tentato il rintraccio anche per telefono. Quanto alla flagranza, il Tribunale ha ritenuto integrata la c.d. "quasi flagranza": gli elementi acquisiti dalla polizia (status dell'arrestata, tempo e luogo descritti nella comunicazione del personale dell'Ordine di Malta, il tempestivo intervento di terzi che ha impedito il compimento del reato) consentivano di collegare in modo inequivocabile le tracce del reato all'indiziata in stretta contiguità temporale. Infine, il Giudice ha escluso che la sede dell'Ordine di Malta costituisca territorio estraneo: l'Ordine non è assimilabile a un ente territoriale straniero e, comunque, anche in ipotesi di analogia con sedi consolari la legge penale italiana continua ad applicarsi. La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 178 c.p.p. co.1 lett. c)

    L'obbligo di dare avviso al difensore di fiducia per l'udienza di convalida è adempiuto anche quando sia stato effettuato un tentativo reale di contatto, anche telefonico, in relazione all'urgenza della procedura

  • art. 179 c.p.p. co.1

    La nullità degli atti per mancato avviso al difensore non opera se è stata compiuta, in relazione alle esigenze temporali dell'udienza, una adeguata ricerca del difensore stesso

  • art. 382 c.p.p.

    La disciplina della flagranza va interpretata alla luce della giurisprudenza: l'arresto è legittimo se esiste una immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento con l'indiziato; non è necessaria la percezione diretta di tutti i fatti

  • art. 380 c.p.p.

    L'arresto è stato ritenuto conforme alla normativa relativa alla convalida e alla procedura di arresto in flagranza/quasi-flagranza

  • Massima S.U. n. 39131/2016

    "non è legittimo quando manchi in chi vi procede l'immediata e autonoma percezione delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato. Non è legittimo l'arresto che si fondi sulla percezione di testimoni o sulle dichiarazioni confessorie rese dallo stesso accusato, perché in questi casi, mancando una percezione diretta dei fatti, si richiede un apprezzamento di elementi probatori estranei alla ratio dell'istituto"

    La Suprema Corte richiede che la polizia giudiziaria abbia elementi tali da formare un giudizio ad alta probabilità: il Tribunale ha valutato che nel caso erano presenti tracce e circostanze sufficienti a configurare la quasi-flagranza

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 4 n. 9892/2014; Sez. 6 n. 29683/2020; Sez. 4 n. 1797/2018; Sez. 5 n. 21494/2021; Sez. 4 n. 38404/2019)

    I precedenti consolidati chiariscono: (a) il tentativo di contatto telefonico è sufficiente per l'avviso al difensore; (b) la "quasi-flagranza" si configura quando esistono tracce immediatamente percepibili che collegano l'indiziato al reato; (c) non è richiesta la percezione diretta di tutta l'azione criminosa da parte della polizia

  • Convenzione di Vienna (richiamata in dottrina/giurisprudenza)

    Anche ove si volesse considerare la sede dell'Ordine come assimilabile a sede diplomatica/consolare, la giurisprudenza afferma che la legge penale italiana si applica nel territorio italiano e l'inviolabilità dei locali non comporta extraterritorialità

Massime di principio

  • Il tentativo di contattare il difensore di fiducia anche telefonicamente, se adeguato alle circostanze temporali, è considerato sufficiente per adempiere all'obbligo di avviso per l'udienza di convalida dell'arresto
  • La c.d. "quasi-flagranza" è integra quando la polizia giudiziaria ha un'immediata e autonoma percezione di tracce e circostanze che, con alta probabilità, collegano l'indiziato al reato; non è sempre necessaria la percezione diretta del fatto
  • La mera mancata conoscenza effettiva dell'avviso da parte del difensore non determina automaticamente la nullità dell'udienza se è stato compiuto un tentativo adeguato di comunicazione
  • La presenza di elementi di contiguità temporale e materiale (luogo, stato dell'indiziato, intervento di terzi, segnalazione dei presenti) rafforza la legittimità dell'arresto in flagranza/quasi-flagranza
  • La qualifica di sede dell'Ordine di Malta non esclude, di per sé, l'applicazione della legge penale italiana né costituisce astrattamente esenzione territoriale; questioni di inviolabilità non equivalgono ad extraterritorialità

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