Sentenza n. 1438/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Busto Arsizio n. 801/2024, depositata in data 05/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio n. 801/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24, per complessivi euro 2.500,00
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza civile passata in giudicato e ritualmente notificata, con la quale era stato dichiarato il suo diritto all'ottenimento della carta docente per cinque anni scolastici, nella misura di euro 500,00 per ciascun anno, ed era stato condannato il Ministero a mettere a disposizione l'importo complessivo di euro 2.500,00. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del titolo. Il Ministero, pur costituitosi, non ha contestato né l'esistenza né l'entità del credito e non ha fornito indicazioni sull'andamento della procedura o sull'effettuazione di pagamenti, neppure parziali. L'azione di ottemperanza non comprendeva le spese di lite liquidate nel giudizio civile, distratte in favore del difensore.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero alla sentenza civile, ormai passata in giudicato e ritualmente notificata. Ha ritenuto decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento delle somme dovute alle amministrazioni pubbliche dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Dalla documentazione in atti e dalle dichiarazioni della ricorrente risultava l'assenza di qualsiasi pagamento, anche parziale; il Ministero non aveva contestato il credito nell'an o nel quantum. Il Ministero è stato quindi ordinato a effettuare integralmente i pagamenti entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il Ragioniere Generale dello Stato, con facoltà di delega a un dirigente o funzionario del medesimo ufficio, da attivare entro ulteriori 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza. Le spese del giudizio sono state poste a carico del Ministero e liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario della ricorrente.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il termine dilatorio per il pagamento da parte delle amministrazioni pubbliche deve essere decorso prima di poter accertare l'inadempimento esecutivo; nel caso concreto il termine era decorso senza alcun pagamento.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza a una sentenza di condanna al pagamento di somme nei confronti di una pubblica amministrazione, l'inottemperanza può essere accertata quando il titolo sia passato in giudicato e ritualmente notificato, sia decorso il termine dilatorio previsto dalla legge e l'amministrazione non abbia eseguito il pagamento.
- Quando l'amministrazione, costituitasi nel giudizio di ottemperanza, non contesta l'esistenza o l'entità del credito e non documenta pagamenti, neppure parziali, tali circostanze confermano l'inottemperanza al titolo esecutivo.
- Accertata l'inottemperanza, il giudice amministrativo può assegnare all'amministrazione un termine per adempiere e nominare sin d'ora un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia, individuandone i poteri e il termine per l'esecuzione sostitutiva.
- L'ottemperanza deve rimanere circoscritta alle obbligazioni comprese nella domanda: se il ricorrente non chiede l'esecuzione della statuizione sulle spese distratte in favore del difensore, tale voce resta estranea all'oggetto del giudizio.
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