Sentenza n. 5158/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, del Decreto n.60 del 11.06.2026 notificato in data 24.06.2026 con il quale il Questore di Caserta ha respinto la richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato adottato dal Questore di Caserta
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, fondato sulla denuncia del 21 settembre 2024 per maltrattamenti in famiglia ed estorsione e sull'applicazione del divieto di avvicinamento alla persona offesa. Ha dedotto violazione di legge, difetto di istruttoria e difetto di motivazione. In particolare, ha sostenuto che l'amministrazione avesse operato un automatismo fondato sulla mera esistenza del procedimento penale, senza considerare che il processo si era concluso con la riqualificazione dei fatti e la condanna a sei mesi di reclusione per minaccia continuata, nonché con la revoca del divieto di avvicinamento. Ha inoltre dedotto l'omessa valutazione della propria presenza in Italia dal 2007, dei rapporti con i tre figli minori residenti in Italia e del percorso di sostegno alla genitorialità intrapreso, in violazione dell'art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego, facendo salve le ulteriori determinazioni dell'autorità amministrativa. Ha ritenuto il provvedimento illegittimo per violazione dell'art. 5, comma 5, d.lgs. n. 286/1998, nonché per difetto di istruttoria e motivazione. L'amministrazione ha fondato il diniego su un dato non più attuale, ossia la denuncia per maltrattamenti ed estorsione, senza considerare l'esito del procedimento penale, conclusosi con la condanna per il meno grave reato di minaccia continuata e con la revoca della misura cautelare. Inoltre, il provvedimento non conteneva la motivazione rafforzata necessaria in presenza di una lunga permanenza in Italia e di legami familiari con tre figli minori. In tale situazione, l'amministrazione avrebbe dovuto valutare concretamente la pericolosità sociale dell'interessato e motivare sulla prevalenza dell'interesse pubblico all'allontanamento rispetto all'interesse del privato a restare in Italia, considerando la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami con il Paese d'origine e la durata del soggiorno. Le spese sono state compensate per la particolarità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998
La disposizione è stata richiamata nel diniego quale base normativa correlata alla rilevanza dei precedenti e dei procedimenti penali ai fini del soggiorno; il TAR ha tuttavia escluso che il suo richiamo potesse giustificare un automatismo non aggiornato e non accompagnato dalla valutazione richiesta dall'art. 5, comma 5.
art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998
della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato e dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d'origine, nonché, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale
Nel decidere sul rifiuto o sul rinnovo del permesso di soggiorno di uno straniero con rapporti familiari in Italia, l'amministrazione deve considerare concretamente i vincoli familiari, i legami con il Paese d'origine e la durata della permanenza in Italia. Quando sussistono una lunga permanenza e legami con figli minori, il diniego richiede una motivazione rafforzata sulla pericolosità sociale e sulla prevalenza dell'interesse pubblico all'allontanamento.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La disposizione è stata richiamata per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
La disposizione è stata richiamata, unitamente alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti e della dignità dell'interessato mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Il diniego o il mancato rinnovo del permesso di soggiorno non può fondarsi automaticamente sulla mera esistenza di una denuncia o di un procedimento penale, soprattutto quando l'esito processuale successivo abbia modificato la qualificazione e la gravità dei fatti contestati.
- Quando lo straniero soggiorna da lungo tempo in Italia e presenta effettivi legami familiari con figli minori residenti nel territorio nazionale, l'amministrazione deve svolgere una valutazione concreta e attuale della pericolosità sociale e adottare una motivazione rafforzata.
- Nel valutare il rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno ai sensi dell'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998, l'amministrazione deve ponderare la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami familiari e sociali con il Paese d'origine e la durata del soggiorno in Italia.
- Il provvedimento di diniego deve esplicitare le ragioni per cui l'interesse pubblico all'allontanamento dello straniero prevale sull'interesse privato alla permanenza, tenendo conto delle circostanze personali e familiari attuali.
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