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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31547/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La difesa ha impugnato la conferma della condanna per corruzione impropria sostenendo violazione di legge e difetto di motivazione. Si è censurata la ritenuta configurabilità della corruzione impropria perché la Corte territoriale avrebbe valorizzato dazioni (piccole somme di circa 200-300 euro) che, per ammissione difensiva e riscontri istruttori, erano corrisposte per "servizi extralavoro" (funerali fuori dall'orario di servizio) estranei alla qualifica di necroforo. Inoltre è stato chiamato in causa l'assoluto difetto di motivazione sulla condanna al risarcimento del danno e sulla liquidazione delle spese processuali in favore della parte civile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ha motivato che la riqualificazione in corruzione impropria non era sostenibile: mancava il necessario nesso tra la dazione dell'utilità e l'esercizio della funzione o atti riconducibili ai doveri d'ufficio del necroforo, poiché le somme erano destinate a prestazioni extra-servizio estranee alla qualifica. Per tale motivo la fattispecie così descritta non sussisteva e la sentenza è stata annullata senza rinvio (con conseguente cessazione del giudizio di validità della condanna).

Norme richiamate

  • art. 319 cod. pen.

    La Corte ha richiamato la nozione di corruzione (originariamente contestata con riferimento all'art. 319 c.p.) e ha interpretato la norma nella prospettiva che la corruzione richiede un nesso tra la dazione e l'esercizio della funzione o atti contrari ai doveri d'ufficio; in mancanza di tale nesso, la fattispecie non sussiste.

Massime di principio

  • Per integrare la corruzione è necessario un collegamento causale tra l'utilità ricevuta e l'esercizio della funzione o atti contrari ai doveri d'ufficio: la semplice percezione di somme non collegata a obblighi/attività d'ufficio non configura la corruzione.
  • Pagamenti o compensi destinati a prestazioni svolte al di fuori dell'orario di servizio e non riconducibili alle mansioni ufficiali del pubblico agente sono, di norma, estranei alla fattispecie della corruzione.
  • La riqualificazione del fatto operata in sede di merito richiede adeguato supporto probatorio: la mera valorizzazione di ammissioni generiche o abitudini non basta se non emergono elementi che dimostrino il sinallagma illecito tra utilità e funzione.
  • Quando la Corte di legittimità accerta l'assenza dell'elemento essenziale del reato (es. il nesso con la funzione), può annullare la sentenza senza rinvio per non sussistenza del reato.
  • In azioni civili collegate al procedimento penale, la condanna al risarcimento o alla rifusione delle spese richiede motivazione specifica; l'assenza di tale motivazione può costituire motivo di censure autonomo, ma può rimanere assorbito se la condanna penale viene annullata per insussistenza del reato.

Testo integrale

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