Cassazione Penale, Sentenza n. 8120/2023 del 23/02/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della condanna per il reato di violazione di domicilio aggravata dalla violenza sulle cose; il ricorrente deduce vizi di motivazione sostenendo che la condanna si fondava esclusivamente sulle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa (deceduta), acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p., senza ulteriori elementi di riscontro e lamentando l'assenza dell'esame di possibili testimoni corroboranti.
La decisione
La Corte di Cassazione ritiene infondato il motivo di ricorso sul piano dell'articolazione probatoria: richiama la giurisprudenza che ammette l'uso determinante delle dichiarazioni predibattimentali acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. purché sussistano solide garanzie procedurali e elementi di riscontro che ne corroborino i contenuti. Nel caso concreto la Corte territoriale aveva valutato la credibilità della persona offesa e segnalato riscontri indiretti (presenza dell'imputato nei pressi dell'abitazione rilevata dall'operante e accertata effrazione della porta). Tuttavia, dopo la proposizione del ricorso è intervenuta la modifica legislativa (d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150) che ha reso il reato di violazione di domicilio con violenza sulle cose punibile a querela di parte; poiché la persona offesa non aveva presentato querela (e poi è deceduta), il reato è divenuto improcedibile. Per tale motivo la sentenza impugnata viene annullata senza rinvio.
Norme richiamate
art. 512 c.p.p.
Consente l'acquisizione e l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese in sede di indagini quando il dichiarante è poi deceduto o impossibilitato a comparire; tali dichiarazioni possono essere valutate ma richiedono garanzie e riscontri per sostituire il confronto dibattimentale.
art. 6 CEDU
Diritto a un processo equo; la Corte europea ha imposto cautela nell'uso di dichiarazioni non assoggettate al contraddittorio, richiedendo che l'assenza di confronto sia compensata da solide garanzie e riscontri.
art. 614 c.p. (modificato)
commi terzo e quarto rimodellati dall'art. 2 lett. g) del d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
La modifica ha introdotto la punibilità a querela di parte per la fattispecie con violenza sulle cose, mutando il regime della procedibilità e rendendo necessario il consenso della persona offesa per procedere.
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Ha modificato il regime di procedibilità del reato in esame, con conseguenze sulle cause di improcedibilità quando non è stata esercitata la querela.
art. 85 d.lgs. 10/2022 (richiamato/transitorio) e art. 5-bis d.l. n. 162/2022
Disposizioni transitorie cui valutare la non applicabilità nel caso di decesso della persona offesa che impedisce l'esercizio postumo della querela; la morte del titolare del diritto di querela comporta l'estinzione del diritto stesso.
art. 126 comma 1 c.p.
Statuisce l'estinzione della querela con la morte del titolare; impedisce l'esercizio postumo del diritto di querela da parte di eredi.
Giurisprudenza Corte EDU: Al Khawaja e Tahery; Schatschaachwili
Stabiliscono che dichiarazioni mai messe alla prova del contraddittorio possono essere ammesse solo se compensate da garanzie procedurali e riscontri che ne corroborino l'attendibilità.
Cassazione: Sez. U Sent. n. 27918/2010; Sez. 6 Sent. n. 50994/2019; Sez. 2 Sent. n. 19864/2019 (Mellone); Sez. 2 Sent. n.15492/2020; Sez. F Sent. n.43285/2019 (Diana); Sez. U Sent. n.5540/1982 (Corapi)
Varie pronunce che precisano i limiti e le condizioni di utilizzabilità delle dichiarazioni predibattimentali, il valore dei riscontri e la disciplina dell'improcedibilità/estinzione per mancanza di querela o per decesso del titolare.
Massime di principio
- Le dichiarazioni predibattimentali acquisite ai sensi dell'art. 512 c.p.p. possono essere utilizzate per l'accertamento della responsabilità, ma non possono sostituire automaticamente il contraddittorio: servono garanzie procedurali e elementi di riscontro che ne corroborino l'attendibilità.
- La presenza di riscontri indiretti (per esempio: operante che rileva la presenza dell'imputato nei pressi del luogo, segni di effrazione, consistenza del racconto rispetto ai dati di contesto) può essere sufficiente a compensare l'assenza del confronto diretto e a giustificare l'uso determinante delle dichiarazioni predibattimentali.
- Le modifiche legislative che trasformano la procedibilità in querela di parte incidono sull'esito dei processi in corso: se, alla data di applicazione della nuova norma, non è stata proposta querela e il titolare è deceduto, il reato può divenire improcedibile ed il processo estinguersi.
- In ipotesi simili occorre verificare scrupolosamente (a) la tempestività e l'esistenza di querela prima della modifica normativa, (b) l'applicabilità di eventuali norme transitorie e (c) se il decesso del querelante consente esercizio postumo del diritto (di norma no).
- Per la difesa: contestare la mancanza di riscontri concreti alle dichiarazioni predibattimentali e sollecitare l'assunzione di testimonianze o elementi oggettivi; per l'accusa: assicurare che siano raccolti e valorizzati riscontri indipendenti a sostegno delle dichiarazioni non confrontabili in dibattimento.
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