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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4596/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna il rigetto dell'istanza di ricusazione nei confronti delle giudici Paola Moscaroli e Martina Marinangeli, sostenendo che avrebbero dovuto astenersi perché, nella medesima sede e nelle udienze precedenti, avevano già deciso due procedure cautelari reali connesse allo stesso procedimento e dunque avevano "pre-conoscenza" del merito; denuncia inoltre vizio di mancanza o apparenza di motivazione dell'ordinanza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure siano generiche e che non sussista carenza di motivazione: il Collegio ha richiamato il principio consolidato secondo cui la conferma di misure cautelari reali da parte del tribunale del riesame non costituisce di per sé indebita manifestazione di convincimento idonea a giustificare la ricusazione. Solo quando il giudice abbia anticipato valutazioni sulla responsabilità dell'imputato, non giustificate dalla funzione cautelare, può sussistere causa di ricusazione; nel caso concreto non sono emersi elementi tali da dimostrare un pregiudizio sulla funzione decisoria di merito.

Norme richiamate

  • art. 309 cod. proc. pen.

    Richiamato come fondamento dell'ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame; disciplina l'adozione di provvedimenti in sede di riesame cautelare (ordinanza del tribunale del riesame).

  • art. 36 cod. proc. pen., lett. h)

    Individua la "grave ragione di convenienza" quale causa di astensione del giudice; può essere evocata quando la precedente manifestazione di convincimento renda opportuna l'astensione, ma non è richiamata dall'art. 37 ai fini della ricusazione.

  • art. 37 cod. proc. pen.

    Elenca i casi di ricusazione; la Corte rileva che l'art. 37 non richiama la fattispecie dell'astensione per "grave ragione di convenienza", per cui la mera precedente decisione cautelare non è di per sé causa di ricusazione.

  • art. 166 d.lgs. n. 58/1998

    Norma sostanziale relativa alla contestazione provvisoria (reato continuato) oggetto dell'indagine: è la fattispecie di accusa che riguarda il procedimento, ma non incide direttamente sul tema della ricusazione.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 283/2000

    Richiamata per chiarire che la ricusazione è pertinente quando il giudice abbia anticipato valutazioni sulla responsabilità dell'imputato; integra l'interpretazione di art. 37 cod. proc. pen. in rapporto all'astensione.

Massime di principio

  • La conferma di misure cautelari reali da parte di un giudice del riesame non costituisce automaticamente una indebita manifestazione di convincimento idonea a fondare la ricusazione.
  • Per ottenere la ricusazione è necessario dimostrare concrete e specifiche condizioni di pregiudizio: mere allegazioni generiche di "pre-conoscenza" o di decisioni precedenti non sono sufficienti.
  • L'istituto dell'astensione (art. 36, lett. h) può essere valutato in presenza di "grave ragione di convenienza", ma tale causa di astensione non si traduce automaticamente in causa di ricusazione ai sensi dell'art. 37; le due istituzioni hanno portate diverse.
  • Quando il giudice abbia anticipato una valutazione sulla responsabilità dell'imputato in modo non giustificato dalla natura incidentale del provvedimento, allora può sorgere spazio per la ricusazione: è il criterio limite che separa legittime decisioni cautelari da pregiudizi sulla funzione di merito.
  • Nel contestare l'assenza di motivazione di un provvedimento cautelare è necessario indicare punti concreti di insufficienza o contraddittorietà: la Corte verifica la coerenza della motivazione rispetto alla funzione cautelare, non la conformità a valutazioni di merito.
  • In sede di impugnazione è frequente che la Cassazione dichiari inammissibili i ricorsi fondati su censure generiche; per essere efficaci le deduzioni devono essere circostanziate e supportate da elementi che dimostrino il pregiudizio.

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