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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4051/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del 12/05/2021 del Tribunale di sorveglianza di Genova che aveva rigettato l'opposizione ex art.16, comma 6, d.lgs. 25 luglio 1998, n.286 avverso il decreto del Magistrato di sorveglianza del 04/02/2021 che disponeva l'espulsione dal territorio dello Stato quale misura sostitutiva della pena (11 mesi e 12 giorni) per reati di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Il ricorso si articola in tre motivi: (1) la nomina del difensore di fiducia era priva di data ma doveva farsi coincidere con la data dell'atto cui era allegata (12/02/2021), quindi l'opposizione non sarebbe tardiva; (2) doveva applicarsi l'art.19 del T.U. immigrazione (divieto di espulsione se rischio di violazione dei diritti umani) e pertanto l'espulsione sarebbe ostativa; (3) violazione dell'art.6 CEDU perché l'espulsione lede il diritto del ricorrente a partecipare personalmente a procedimenti penali pendenti (procedimenti davanti al Tribunale di Savona).

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: il ricorrente ha espiato la pena principale in carcere il 20/09/2021, rendendo impossibile l'esecuzione successiva dell'espulsione quale misura sostitutiva. Poiché la misura amministrativa di espulsione non poteva più essere eseguita dopo l'integrale espiazione della pena detentiva, l'interesse ad impugnare è venuto meno e il giudice non ha esaminato nel merito le questioni di tardività della opposizione, l'applicabilità dell'art.19 T.U. immigrazione o la presunta lesione dell'art.6 CEDU.

Norme richiamate

  • D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico sull'immigrazione), art.16, comma 6

    Disciplina l'espulsione come misura alternativa alla detenzione; qui il ricorso riguardava l'opposizione al provvedimento di espulsione adottato ai sensi di tale norma

  • Testo unico immigrazione, art.16, comma 5

    Richiamato nella sentenza come riferimento alla misura sostitutiva: l'espulsione disposta ai sensi dell'art.16, comma 5 non può più essere eseguita dopo che la pena principale è stata completamente espiata

  • Testo unico immigrazione, art.19

    Stabilisce il divieto di espulsione se sussiste rischio di violazione dei diritti umani; il ricorrente ne chiedeva l'applicazione, ma il giudice di legittimità non ha deciso sul merito per sopravvenuta carenza d'interesse

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, art.6

    Richiamato dal ricorrente per lamentare che l'espulsione avrebbe pregiudicato il diritto di partecipare ai processi penali pendenti; la questione non è stata esaminata nel merito a causa della sopravvenuta perdita d'interesse

  • Giurisprudenza di Cassazione, Sez. 5, n. 35750 del 29/05/2007 (Deda)

    Principio secondo cui la sopravvenuta esecuzione della pena rende venuto meno l'interesse all'impugnazione dell'espulsione quale misura sostitutiva

Massime di principio

  • La sopravvenuta esecuzione integrale della pena principale rende inammissibile il ricorso contro una espulsione disposta come misura sostitutiva: l'interesse deve sussistere fino alla decisione.
  • Se la misura amministrativa non è più eseguibile per causa sopravvenuta (es. pena già scontata), il giudice può dichiarare il ricorso inammissibile per carenza di interesse senza esaminare il merito delle questioni sollevate.
  • La tempestività dell'opposizione va valutata con riferimento alle date di notifica del provvedimento e alla documentazione relativa alla nomina del difensore; una nomina senza data non garantisce automaticamente il computo a favore del ricorrente.
  • Eccezioni fondate sui diritti umani (art.19 T.U. immigrazione) o sulla Convenzione (art.6 CEDU) possono ostare all'espulsione, ma devono essere tempestivamente dedotte e provate; se manca interesse processuale, tali profili potrebbero non essere esaminati.
  • Per evitare la perdita di interesse, il soggetto interessato deve mantenere attive le azioni impugnatorie e documentare fino alla decisione l'esistenza di una concreta utilità alla pronuncia favorevole.
  • In casi simili è consigliabile chiedere misure cautelari o sospensive immediate se sussiste il rischio che sopravvengano fatti che rendano inefficace la pronuncia (es. esecuzione della pena), nonché documentare puntualmente eventuali procedimenti penali pendenti e il collegamento con il diritto di difesa.

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