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Cassazione Penale, Ordinanza n. 04813/2026 del 05/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello, deducendo un unico motivo con cui ha denunciato inosservanza o erronea applicazione della legge penale e manifesta illogicità della motivazione. In particolare ha contestato: a) il mancato accoglimento della richiesta, già formulata in secondo grado, di riunione del procedimento con altro precedente, anche in relazione al riconoscimento del vincolo della continuazione; b) la valutazione della prova posta a fondamento dell'affermazione di responsabilità per rapina aggravata, sostenendo che la Corte territoriale avesse mal valutato le dichiarazioni della persona offesa. La censura è stata ritenuta sostanzialmente reiterativa di doglianze già esaminate in appello, non accompagnata da un reale confronto con la motivazione e risolventesi in una richiesta di nuova valutazione del merito.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che le doglianze erano già state dedotte in appello e lì adeguatamente disattese con motivazione esaustiva e immune da vizi logici. Quanto alla prova, ha richiamato che la deposizione della persona offesa era stata ritenuta attendibile perché specifica, dettagliata, logica e corroborata da plurimi riscontri, incluso il teste indicato nella sentenza impugnata. Ha inoltre precisato che il sindacato di legittimità non consente una rilettura del merito né una verifica della corrispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali, dovendosi limitare all'esistenza di un apparato argomentativo logicamente coerente. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628, comma 2, c.p.

    La sentenza richiama il reato di rapina aggravata come fattispecie oggetto dell'affermazione di responsabilità confermata in appello, ma non svolge un'autonoma interpretazione della norma.

  • art. 627 c.p.p.

    È richiamato implicitamente nel senso che il controllo di legittimità è limitato alla verifica della logicità dell'apparato argomentativo, senza riesame del merito o delle acquisizioni probatorie.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riproporre in modo sostanzialmente identico censure già formulate in appello è inammissibile se non si confronta con le argomentazioni con cui il giudice di merito le ha disattese.
  • In sede di legittimità non è consentito chiedere una diversa lettura del compendio probatorio, poiché la Corte di cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito quando la motivazione sia logicamente coerente e completa.
  • La verifica della Corte di cassazione sul discorso giustificativo della sentenza è circoscritta all'esistenza di un apparato argomentativo razionale, non potendo estendersi alla rivalutazione della rispondenza della motivazione alle acquisizioni processuali.
  • La deposizione della persona offesa può essere ritenuta sufficiente a sorreggere l'affermazione di responsabilità quando sia specifica, dettagliata, coerente e corroborata da riscontri esterni.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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