Sentenza n. 6806/2026 - Roma, Sezione 3T
PER L’ESECUZIONE DEL GIUDICATO COSTITUITO DALLA SENTENZA N. 549/2025 EMESSA DAL TRIBUNALE DI VELLETRI, SEZIONE LAVORO, GIUDICE DOTT.SSA VACCARO, RESA ALL’ESITO DEL GIUDIZIO DI CUI AL R.G. N. 4224/2024, PUBBLICATA IN DATA 10/04/2025, NOTIFICATA IN DATA 20/05/2025, PASSATA IN GIUDICATO.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza n. 549/2025 del Tribunale di Velletri, Sezione lavoro
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 549/2025 del Tribunale di Velletri, Sezione lavoro, passata in giudicato, deducendo l'inadempimento dell'Amministrazione agli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il Ministero, pur costituitosi, non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione della pronuncia civile.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso di ottemperanza. Ha richiamato l'art. 112, comma 2, c.p.a., rilevando che l'azione consente di ottenere l'attuazione delle sentenze passate in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato. Poiché l'ottemperanza a una pronuncia civile resa dal giudice del lavoro ha carattere meramente esecutivo e non consente integrazioni o accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione, il Collegio si è limitato a verificare l'inadempimento dell'Amministrazione. In assenza di chiarimenti ministeriali a fronte dell'allegazione dell'inottemperanza, il TAR ha condannato il Ministero a dare esecuzione al titolo entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il potere di provvedere entro ulteriori 90 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'Amministrazione, anche sostituendosi o superando il dissenso di altre Amministrazioni. Non sono state applicate penalità di mora, ritenute non ancora necessarie, salva una successiva richiesta in caso di perdurante inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 400,00 oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, c.p.a.
l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario, al fine di ottenere l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al giudicato
La disposizione fonda l'azione di ottemperanza per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento dell'obbligo dell'Amministrazione di conformarsi al giudicato.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è esperibile per ottenere l'attuazione di una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario e l'adempimento dell'obbligo della pubblica amministrazione di conformarsi al relativo comando giudiziale.
- Quando il giudicato da eseguire è costituito da una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, il giudizio di ottemperanza ha carattere meramente esecutivo: il giudice amministrativo deve accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'Amministrazione, senza integrare il contenuto della sentenza né svolgere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
- A fronte dell'allegazione dell'inadempimento da parte del creditore, l'Amministrazione che non fornisca chiarimenti o indicazioni sulla corretta esecuzione del giudicato può essere condannata a provvedere, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
- Nel giudizio di ottemperanza, il giudice può nominare preventivamente un commissario ad acta, assegnando all'Amministrazione un termine per adempiere e prevedendo l'intervento sostitutivo del commissario in caso di infruttuosa scadenza.
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