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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20850/2023 del 16/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso due decreti del 06/04/2022 con i quali il Magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta dell'imputato di essere autorizzato a svolgere attività lavorativa per conto della Sered s.r.l.s. spostandosi in diversi territori, anche con pernottamento e fuori regione. Il ricorrente deduce violazione e erronea applicazione dell'art. 47, comma 8, dell'Ordinamento penitenziario e vizio di motivazione, rilevando che il Tribunale di sorveglianza, nell'ordinanza del 22/06/2021 che aveva concesso la misura alternativa, aveva già preso atto che l'attività lavorativa prevedeva impegni nei weekend e cantieri in Piemonte, Lombardia e nel territorio di Venezia, e che il ricorrente si era impegnato a destinare un quinto dello stipendio ai creditori. Il rigetto comporterebbe l'impossibilità di adempiere agli obblighi contrattuali, il rischio di licenziamento e l'impossibilità di soddisfare i creditori, compromettendo l'effettività della misura alternativa.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che le motivazioni dei decreti impugnati erano meramente apparenziate e non avrebbero preso in considerazione i fatti già accertati nel provvedimento genetico (là dove era stato riconosciuto che il lavoro comportava cantieri fuori regione) né l’orientamento provvisorio favorevole della Direzione UEPE. Ha annullato i decreti impugnati e ha rinviato per nuovo giudizio al Magistrato di sorveglianza di Vercelli, disponendo che siano compiuti approfondimenti sull'andamento della misura, sulla necessità degli spostamenti fuori regione e sulla possibile estensione delle prescrizioni della misura alternativa al fine di consentire l'adempimento degli obblighi lavorativi e verso i creditori.

Norme richiamate

  • art. 47, comma 8, Ordinamento Penitenziario

    La Corte ha ritenuto che l'applicazione della norma richiede un'adeguata motivazione quando si limitano autorizzazioni lavorative con spostamenti; non è ammessa una decisione meramente apparente che non valuta comprovati bisogni lavorativi e le osservazioni dell'UEPE

Massime di principio

  • Quando la misura alternativa viene concessa tenendo conto di specifiche esigenze lavorative (es. cantieri fuori regione), il giudice di sorveglianza non può limitare successivamente tali autorizzazioni senza valutazioni motivate e approfondite.
  • Il rifiuto di autorizzare spostamenti lavorativi deve essere adeguatamente motivato e confrontarsi con i fatti accertati nel provvedimento che ha istituito la misura alternativa; motivazioni sintetiche o 'a penna' possono essere considerate apparenti e insufficienti.
  • Le osservazioni e le valutazioni dell'UEPE (o degli organi che seguono l'esecuzione della misura) devono essere prese in considerazione, poiché forniscono informazioni rilevanti sull'andamento della misura e sull'effettività del percorso lavorativo.
  • Se la negazione di spostamenti incide sulla possibilità di adempiere obblighi contrattuali e di soddisfare creditori (es. cessione di un quinto dello stipendio), questo elemento deve essere valutato nella ponderazione tra esigenze di sicurezza e diritto al lavoro per preservare la finalità rieducativa e riparatoria della misura alternativa.
  • In caso di effettiva necessità di spostamenti, il giudice dovrebbe considerare misure meno restrittive o autorizzazioni limitate (tempi, luoghi, condizioni) piuttosto che un diniego totale, motivando le ragioni di proporzionalità e necessità.

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