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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36226/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Torino, in diversa composizione, affinché proceda a nuovo esame dell'istanza in piena libertà ma tenendo conto dei precedenti accertamenti e motivando specificamente ogni eventuale discostamento.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Richiesta, ai sensi dell'art. 671 c.p.p., di riconoscimento della continuazione tra reati di violazione della disciplina sugli stupefacenti; il GIP aveva rigettato l'istanza ritenendo che si trattasse di una mera reiterazione di violazioni della stessa specie e non di un disegno unitario, nonostante i fatti fossero temporalmente ravvicinati (ottobre-novembre 2020) e fossero già stati ritenuti in continuazione in precedente sentenza per fatti commessi nel medesimo arco temporale.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Il giudice dell'esecuzione, pur libero di giudizio, non può ignorare valutazioni precedenti che abbiano riconosciuto la sussistenza di un disegno unitario; può discostarsene solo con motivazione specifica e significativa confrontandosi con i precedenti provvedimenti

  • art. 73, comma 4, D.P.R. n. 309 del 1990

    Individua il tipo di reato in materia di stupefacenti oggetto dei procedimenti; nel caso concreto i reati richiamati sono di pari natura, rilevanti ai fini della valutazione della continuazione

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenze citate)

    Sez. 1, n. 54106 del 24/03/2017 (Miele, Rv. 271903); Sez. 1, n. 4716 del 08/11/2013 (Marinkovic, Rv. 258227); Sez. 1, n. 19358 del 22/02/2012 (Nugnes, Rv. 252781)

    Principio consolidato secondo cui il giudice dell'esecuzione deve confrontarsi con valutazioni precedenti che hanno ritenuto un disegno unitario e motivare specificamente la decisione di discostarsene

  • Corte costituzionale n. 183 del 2013

    Riferimento formale in ordine alla necessità di rinviare ad un diverso collegio (diversa composizione) per il nuovo esame

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione ha libertà di valutazione, ma deve confrontarsi esplicitamente con precedenti decisioni che hanno già riconosciuto la continuazione e motivare le ragioni del diverso approdo
  • La mera reiterazione temporale di reati della stessa specie non esclude automaticamente la continuazione, ma costituisce elemento da valutare insieme al disegno unitario e al contesto probatorio
  • Se una sentenza precedente ha già ricomposto più episodi in un disegno unitario, tale valutazione non è vincolante ma pesa sul nuovo giudizio e richiede motivazione per essere ignorata
  • La vicinanza temporale, la stessa tipologia di reato e la medesima area materiale/strumentale aumentano la probabilità di riconoscimento della continuazione, salvo specifiche e significative ragioni contrarie
  • In caso di contrasto tra valutazioni, il rimedio corretto è il rinvio per nuovo esame motivato (eventualmente a diversa composizione), non un semplice rigetto senza confronto sistematico con i precedenti accertamenti

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