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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11932/2024 del 21/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di concessione dell'affidamento in prova al servizio sociale da parte del detenuto; il ricorrente ha impugnato il rigetto dell'ordinanza per vizio di violazione di legge e difetto di motivazione, sostenendo che il Tribunale si sia attenuto forzatamente al precedente rigetto del 02/02/2023 e abbia erroneamente interpretato la relazione dell'equipe di osservazione e trattamento, che era favorevole alla misura, oltre ad avere dato rilievo negativo a tratti caratteriali (difficoltà a riconoscere le proprie fragilità e ad approfondire tematiche intime). Il ricorrente ha inoltre censurato la valutazione della probabilità che la sentenza di condanna della Corte d'appello (02/05/2023) passi in giudicato, nonostante fosse pendente ricorso per cassazione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto legittima la richiamata considerazione del precedente rigetto, essendo trascorso un periodo breve e non essendosi verificato un mutamento significativo del quadro. Ha altresì ritenuto che il Tribunale di sorveglianza non si sia limitato al richiamo del precedente provvedimento ma abbia valutato e motivato il proprio discostamento rispetto alla relazione favorevole dell'equipe, indicando elementi concreti (mancata capacità dell'interessato di superare le proprie fragilità, insufficiente revisione critica dei fatti e difficoltà a sciogliere i nodi critici alla base delle condotte devianti) che rendono prognosi di non recidiva non favorevole. Conseguentemente, è stato confermato il diniego dell'affidamento in prova e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • Un precedente rigetto recente della stessa istanza pesa fortemente: il richiedente deve dimostrare un mutamento significativo delle condizioni per poter ribaltare il giudizio precedente.
  • La relazione favorevole dell'equipe di osservazione e trattamento ha rilievo ma non è vincolante: il giudice può discostarsene se fornisce motivazione adeguata e concreta che giustifichi il diverso apprezzamento.
  • L'assenza di una compiuta presa di coscienza e di revisione critica dei fatti da parte del detenuto è un elemento determinante e può legittimamente precludere l'accesso a misure alternative per il rischio di recidiva.
  • Elementi positivi come disponibilità di domicilio e offerta di lavoro sono valutati unitamente agli aspetti di personalità e di rischio; da soli non garantiscono la concessione della misura alternativa.
  • La possibilità che una condanna diventi definitiva incide sul quadro: decisioni interlocutorie o la prospettiva di una imminente certezza di pena possono determinare l'automatica cessazione o l'inidoneità di misure alternative, perciò la pendenza di impugnazioni non elimina del tutto il rilievo di tali elementi agli occhi del giudice.
  • Il ricorrente ha l'onere di provare fatti nuovi e rilevanti rispetto alla precedente valutazione: la mera riproposizione delle stesse circostanze non è sufficiente per ottenere l'affidamento in prova.

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