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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7577/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza per la ritenuta inutilizzabilità delle intercettazioni ai fini del capo 4) (procedura concorsuale per posto di ricercatore) e per la presunta illegittima mutazione del fatto contestato al capo 9) (da corrotto a corruttore), violando il principio della domanda cautelare. Amaro ha impugnato per violazione di legge in ordine alla ritenuta sussistenza di una connessione sostanziale tra il reato per cui erano state disposte intercettazioni e i capi 18) (falso ideologico in atto pubblico) e 21) (peculato per uso di autovettura dell'Università), connessione contestata come inesistente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto al ricorso del Procuratore, la Corte ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: il Tribunale del riesame aveva correttamente escluso l'utilizzabilità delle intercettazioni perché, alla luce degli elementi originali, la fattispecie concretamente configurabile era quella di abuso d'ufficio e non quella di corruzione (applicando i principi giurisprudenziali richiamati); inoltre il Tribunale ha correttamente rilevato che la trasformazione della posizione soggettiva dell'indagato (da corrotto a corruttore) integra una modifica non consentita del fatto contestato in sede cautelare, richiedendo una nuova iniziativa del pubblico ministero. Il ricorso di Amaro è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, essendo trascorso integralmente il periodo di sospensione della misura interdittiva (ridotta dal Tribunale a quattro mesi); tale sopravvenuta mancanza di interesse non comporta condanna alle spese.

Norme richiamate

  • art. 266 cod. proc. pen.

    La Corte richiama il principio secondo cui l'utilizzabilità delle intercettazioni va valutata con riguardo alla qualificazione del reato concretamente configurabile al momento dell'autorizzazione; se il reato "in origine" non rientrava tra quelli previsti dall'art. 266, le intercettazioni sono inutilizzabili.

  • Sezioni unite "Cavallo"

    La sentenza delle Sezioni unite è richiamata come parametro che limita l'utilizzabilità delle intercettazioni quando la fattispecie originaria non giustifica l'intercettazione per il reato poi utilizzato.

  • Cass. sez. 6, sent. n. 36420 del 19/01/2021 (Mazzone)

    Precisazione giurisprudenziale secondo cui la verifica della legittimità delle intercettazioni deve tener conto della fattispecie concretamente configurabile al momento della loro autorizzazione; intercettazioni disposte per un reato formalmente previsto sono inutilizzabili se, in concreto, all'origine non vi era quel reato.

  • Principio della "domanda cautelare" / divieto di mutazione del fatto contestato

    Il giudice della cautela non può formulare autonome ricostruzioni fattuali sostanzialmente diverse da quelle indicate nell'iniziativa del PM: una modificazione strutturale del fatto contestato richiede una nuova contestazione cautelare da parte del pubblico ministero.

  • Cass. sez. 6, sent. n. 16020 del 13/03/2019 (Calanna)

    Giurisprudenza richiamata a sostegno del principio che il tribunale del riesame non può sostituirsi al PM nel ricostruire fatti diversi da quelli contestati in via cautelare.

  • Cass. sez. 6, sent. n. 26665 del 09/07/2007 (Manisco)

    Principio secondo cui la sopravvenuta cessazione dell'efficacia temporale di una misura interdittiva determina la carenza di interesse del ricorrente al relativo giudizio di impugnazione.

  • Cass. sez. 4, sent. n. 45618 dell'11/11/2021 (Puja)

    Conferma che la sopravvenuta carenza di interesse non configura soccombenza e quindi non comporta condanna alle spese o pagamento alla Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • L'utilizzabilità delle intercettazioni va valutata rispetto alla fattispecie concretamente configurabile al momento dell'autorizzazione: se all'origine il reato non rientrava tra quelli autorizzabili, le intercettazioni sono inutilizzabili anche se formalmente autorizzate per un titolo diverso.
  • La riclassificazione giuridica di un fatto (es. corruzione vs abuso d'ufficio) può incidere sull'ammissibilità delle intercettazioni: attenzione a verificare la fattispecie che i fatti concretamente delineano fin dal momento dell'autorizzazione.
  • Il giudice della cautela non può formulare autonome ricostruzioni di fatti sostanzialmente diversi da quelli inizialmente contestati; una modifica strutturale del fatto contestato impone nuova iniziativa del pubblico ministero.
  • Se la misura cautelare/interdittiva oggetto di impugnazione perde efficacia per decorso del tempo, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta carenza di interesse non costituisce motivo di condanna alle spese processuali né a sanzioni pecuniarie verso il ricorrente.

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