Cassazione Penale, Sentenza n. 1221/2024 del 10/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza relativo alla trasmissione degli atti di un procedimento a carico di Vincenzo Alfieri per il reato di cui all'art. 615-ter, primo e terzo comma, c.p. Il Tribunale di Napoli, con sentenza del 14/04/2022, aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale e aveva disposto la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero presso il Tribunale di Nola. Il GIP di Nola ha rilevato invece che gli atti dovevano essere trasmessi non al Pubblico Ministero ma al giudice monocratico del Tribunale di Nola, sollevando dunque un conflitto di competenza.
La decisione
La Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Nola in composizione monocratica e ha disposto che gli atti siano trasmessi al Tribunale di Nola in composizione monocratica. La Corte ha motivato la decisione richiamando le norme che distinguono la competenza tra tribunale collegiale e monocratico (art. 33-bis e 33-ter c.p.p.) e rilevando che il reato contestato non è espressamente incluso nell'elenco di cui all'art. 33-bis e ha pena non superiore nel massimo a dieci anni, ragion per cui spetta al tribunale in composizione monocratica.
Norme richiamate
art. 615-ter cod. pen.
Il reato contestato è quello disciplinato dall'art. 615-ter c.p.; dalla sua natura e dalla pena prevista (non superiore a dieci anni) si desume che non rientra tra i reati per i quali è prevista la composizione collegiale del tribunale
art. 33-bis cod. proc. pen.
Elenca i reati per i quali è prevista la composizione collegiale; stabilisce inoltre che i delitti con pena massima superiore a 10 anni sono tendenzialmente di competenza collegiale salvo altre disposizioni
art. 33-ter cod. proc. pen.
Stabilisce che il tribunale giudica in composizione monocratica nei casi non previsti espressamente per la collegiale, pertanto i reati non ricompresi in art. 33-bis e non eccedenti il limite di pena spettano al monocratico
art. 4 cod. pen.
richiamato per la determinazione della pena
Norma richiamata per la corretta determinazione della pena da considerare ai fini dell'attribuzione della competenza tra collegiale e monocratico
Giurisprudenza Corte di Cassazione
Sez. 1, n. 33379 del 23/06/2015, Rv. 264619
La Corte di Cassazione può individuare la competenza di un giudice anche se quel giudice non ha promosso il regolamento o nei cui confronti non sia stato promosso il regolamento: ciò legittima la Corte a determinare la composizione competente (monocratica o collegiale) anche se il conflitto non sia stato promosso da tutte le parti interessate
Massime di principio
- Per stabilire la composizione competente del Tribunale bisogna prima verificare se il reato è espressamente elencato nell'art. 33-bis c.p.p.; se non è elencato, si applica art. 33-ter e la competenza è monocratica salvo che la pena massima superi i 10 anni
- La determinazione della pena massima rilevante ai fini della competenza deve essere effettuata secondo le regole dell'art. 4 c.p. e con riferimento al testo normativo del reato contestato
- Quando un Tribunale dichiara la propria incompetenza territoriale occorre indicare con chiarezza l'organo competente e la sua composizione (giudice monocratico o collegiale); la trasmissione indirizzata all'organo sbagliato può dar luogo a conflitto di competenza
- La Corte di legittimità può indicare quale sia il giudice competente anche se quest'ultimo non ha promosso il regolamento di competenza; pertanto, in caso di dubbio, è possibile chiedere alla Corte la risoluzione del conflitto
- In casi analoghi verificare sempre: (a) dove il reato è stato consumato per la competenza territoriale; (b) se il reato rientra nelle fattispecie di cui all'art. 33-bis; (c) l'entità della pena prevista per stabilire la composizione (monocratica vs collegiale); (d) a quale ufficio esattamente vanno trasmessi gli atti (giudice monocratico o Pubblico Ministero)
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