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Sentenza

Sentenza n. 512/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento a) del diniego del permesso di costruire prot. n. -OMISSIS- del 01.07.2020 della Città di Lecce, Settore pianificazione e sviluppo del territorio, gare-appalti-contratti, comunicato a mezzo PEC in pari data; b) dell'ordinanza-ingiunzione di demolizione n. -OMISSIS- del 10.06.2019, prot. n. -OMISSIS- della Città di Lecce, Settore pianificazione e sviluppo del territorio, gare-appalti-contratti, Nucleo di vigilanza edilizia, notificato in data 11.06.2019; c) del verbale di accertamento di inottemperanza alla ingiunzione di demolizione di opere abusive prot. n. -OMISSIS- della Città di Lecce, Comando di Polizia locale, Area giudiziaria, dell'11.06.2020; d) di ogni atto presupposto, connesso e/o consequenziale.

Giustizia amministrativa202001246

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire in sanatoria, ordinanza-ingiunzione di demolizione e verbale di accertamento dell'inottemperanza

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordine di demolizione già notificato alla madre, sua dante causa, nonché il diniego del permesso di costruire in sanatoria richiesto ai sensi dell'art. 36 d.P.R. 380/2001. Le opere abusive insistevano su un terreno classificato dal PRG come zona E4, ossia zona a parco agricolo produttivo, sottoposta anche a vincolo paesaggistico ai sensi del d.lgs. 42/2004. Sono stati dedotti, con riferimento al diniego di sanatoria, la violazione e falsa applicazione dell'art. 36 d.P.R. 380/2001 e degli artt. 146 e 167, comma 4, d.lgs. 42/2004, falsa o erronea presupposizione, difetto di istruttoria e di motivazione, violazione dei principi di buon andamento e imparzialità, dell'art. 97 Cost. e degli artt. 7 e 10 l. 241/1990. Il Comune ha eccepito la tardività e il difetto di legittimazione attiva rispetto all'ordine di demolizione, già notificato alla madre e non impugnato, e ha sostenuto l'insanabilità dell'intervento per il contrasto con la disciplina urbanistica e paesaggistica.

La decisione

Il TAR ha dichiarato inammissibile l'impugnazione dell'ordinanza di demolizione. L'ordine, notificato alla madre della ricorrente e non tempestivamente impugnato, era divenuto definitivo e intangibile; la ricorrente, quale successora mortis causa, non poteva proporre tardivamente l'azione contro tale atto. Il ricorso è stato invece respinto quanto al diniego di sanatoria. Il giudice ha rilevato che l'art. 85 delle NTA del PRG, per la zona E4, consentiva soltanto un ricovero per attrezzi a servizio diretto della produzione, con superficie massima di 40 mq e indice di fabbricabilità fondiaria di 0,01 mc/mq; la residenza aziendale era ammessa solo per aziende agricole di almeno 10 ettari, circostanza non sussistente. L'intervento era quindi in contrasto con lo strumento urbanistico sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda, difettando della doppia conformità richiesta dall'art. 36 d.P.R. 380/2001. Inoltre, trattandosi di area sottoposta a vincolo paesaggistico, l'art. 146, comma 4, e l'art. 167, commi 4 e 5, d.lgs. 42/2004 impedivano il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica postuma per l'abuso rilevante paesaggisticamente. Le spese sono state compensate per la peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La sanatoria edilizia richiede la conformità dell'intervento alla disciplina urbanistica vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda e del rilascio del titolo sanante; in mancanza della doppia conformità, il permesso in sanatoria deve essere negato.

  • art. 85 NTA del PRG del Comune di Lecce

    Nelle zone E4 è consentita, alle condizioni indicate, soltanto la costruzione di un ricovero-appoggio per attrezzi, mentre la residenza a servizio dell'azienda agricola è subordinata alla disponibilità di un'azienda di almeno 10 ettari e al rispetto dei parametri urbanistici.

  • art. 146, comma 4, d.lgs. 42/2004

    In area paesaggisticamente vincolata non è consentito il rilascio dell'autorizzazione paesaggistica in sanatoria nei casi considerati dalla norma.

  • art. 167, commi 4 e 5, d.lgs. 42/2004

    La regola è la non sanabilità postuma degli abusi aventi rilevanza paesaggistica, siano essi sostanziali o formali, nei limiti richiamati dalla disciplina.

  • artt. 7 e 10 l. 241/1990

    Sono stati invocati dalla ricorrente in relazione alla partecipazione procedimentale, ma il giudice non ha ravvisato vizi idonei a superare la tardività dell'impugnazione dell'ordine di demolizione o la legittimità del diniego di sanatoria.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa, insieme agli artt. 5 e 6 del regolamento UE 2016/679, per l'oscuramento delle generalità della parte ricorrente e degli altri soggetti citati.

Massime di principio

  • L'ordine di demolizione notificato al destinatario e non tempestivamente impugnato diviene definitivo e non può essere contestato successivamente dal successore mortis causa, quando questi agisca tardivamente contro un atto ormai intangibile.
  • Il permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 può essere rilasciato soltanto se l'intervento risulta conforme alla disciplina urbanistica sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda e del rilascio del titolo sanante.
  • Il contrasto dell'opera con la disciplina urbanistica della zona impedisce il rilascio della sanatoria edilizia, anche quando la disciplina consenta altri interventi o costruzioni subordinati a presupposti dimensionali e funzionali non dimostrati dal richiedente.
  • Gli abusi edilizi realizzati in area sottoposta a vincolo paesaggistico non sono suscettibili di autorizzazione paesaggistica postuma nei casi esclusi dagli artt. 146 e 167 d.lgs. 42/2004; l'abuso paesaggistico mantiene carattere permanente sino al ripristino dello stato dei luoghi.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneDecorso del tempo e affidamento del responsabile
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrerePrincipio di legalità e tipicità

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