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Sentenza

Sentenza n. 7034/2026 - Roma, Sezione 3T

Ricorso per ottemperanza della sentenza n° 535/2025 pubbl. il 17/01/2025, RG n. 6408/2024 – Sezione Giudice del Lavoro

Giustizia amministrativa202508943

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del giudice ordinario n. 535/2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza alla sentenza n. 535/2025 del giudice ordinario, deducendo l'inadempimento del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Il Ministero non ha fornito chiarimenti o indicazioni circa la corretta esecuzione degli obblighi derivanti dal titolo giudiziale. Il giudizio di ottemperanza, avente a oggetto una pronuncia del giudice civile in funzione di giudice del lavoro, è stato esaminato nei limiti propri della fase esecutiva, senza possibilità di integrare il contenuto della sentenza o compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo provato l'inadempimento dell'Amministrazione alla luce delle allegazioni della ricorrente e dell'assenza di chiarimenti da parte del Ministero, secondo i principi sull'onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore. Ha condannato il Ministero a dare esecuzione alla sentenza n. 535/2025 entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della decisione. Per l'eventuale perdurante inadempimento ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il potere di sostituirsi all'Amministrazione o superare il dissenso di altre amministrazioni entro i successivi 90 giorni. Ha escluso, allo stato, la penalità di mora, ritenendola eventualmente richiedibile in caso di ulteriore inottemperanza. Il Ministero è stato condannato alle spese processuali, liquidate in euro 400 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, c.p.a.

    l'azione di ottemperanza può essere proposta per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti ad esse equiparati del giudice ordinario

    La disposizione consente di agire in ottemperanza per ottenere dall'amministrazione l'attuazione delle pronunce del giudice ordinario passate in giudicato e l'adempimento dell'obbligo di conformarsi al giudicato.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza avente a oggetto una sentenza del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro ha natura meramente esecutiva: il giudice amministrativo deve limitarsi ad accertare l'eventuale comportamento omissivo o elusivo dell'amministrazione, senza integrare il contenuto del titolo né compiere accertamenti di merito propri del giudizio di cognizione.
  • Quando il ricorrente allega l'inadempimento dell'amministrazione rispetto a un titolo giudiziale e l'amministrazione non fornisce chiarimenti o indicazioni sulla sua corretta esecuzione, il giudice può accertare l'inottemperanza e ordinare l'adempimento dell'obbligo conformativo.
  • In caso di accoglimento dell'azione di ottemperanza, il giudice può fissare un termine per l'esecuzione e nominare preventivamente un commissario ad acta, incaricato di provvedere in caso di perdurante inadempimento, anche sostituendosi all'amministrazione inadempiente.
  • La penalità di mora non deve essere disposta necessariamente insieme all'ordine di esecuzione: può essere richiesta e valutata successivamente qualora l'amministrazione persista nell'inottemperanza oltre il termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaIstruttoria processualeSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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