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Ordinanza

Ordinanza n. 1897/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, Sezione staccata di Salerno (Sezione II) n. 227/2023 che ha accolto parzialmente il ricorso per l’accertamento del diritto della parte ricorrente alla retrocessione dei fondi di proprietà, espropriati dal Comune in attuazione del Piano insediamenti produttivi - PIP approvato da ultimo con deliberazione del Consiglio comunale 24 giugno 1998 n.76;

Giustizia amministrativa202302120

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza istruttoriaAzione di accertamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, Sezione staccata di Salerno, n. 227/2023, relativa all’accertamento del diritto alla retrocessione di fondi espropriati per l’attuazione di un Piano per gli insediamenti produttivi

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il Comune ha proposto appello contro la sentenza del TAR che aveva accolto parzialmente il ricorso del proprietario, volto all’accertamento del diritto alla retrocessione dei fondi espropriati in attuazione del Piano per gli insediamenti produttivi approvato dal Comune. Nel giudizio d’appello era già stata disposta una verificazione per ricostruire gli atti di formazione e il contenuto programmatico del Piano, comprese le opere di urbanizzazione e gli insediamenti produttivi, nonché per accertare se il Piano fosse stato attuato entro il termine della sua efficacia decennale e quali opere e insediamenti fossero stati effettivamente realizzati entro il 15 gennaio 2011. Il verificatore ha chiesto una proroga di 90 giorni, motivata dalla cospicua documentazione da esaminare e dalla necessità di completare l’incarico e predisporre gli elaborati.

La decisione

Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell’appello né il diritto alla retrocessione. Ha ritenuto meritevole di accoglimento l’istanza del verificatore, in considerazione delle circostanze esposte e della complessità dell’accertamento demandato, e ha concesso una proroga di 90 giorni, decorrente dalla comunicazione dell’ordinanza, per l’invio della bozza dell’elaborato alle parti e per l’espletamento dell’incombente istruttorio. Sono stati conseguentemente differiti anche i successivi termini delle altre fasi della verificazione, secondo le scansioni già stabilite nell’ordinanza n. 6677/2025. All’esito della verificazione, la Segreteria dovrà sottoporre il fascicolo al Presidente della Sezione per la fissazione dell’udienza pubblica di discussione del merito.

Massime di principio

  • La proroga del termine assegnato a un verificatore può essere concessa quando la complessità dell’accertamento e la quantità della documentazione da esaminare rendano necessario ulteriore tempo per completare l’incarico e predisporre gli elaborati.
  • Quando è disposta una verificazione articolata in più fasi, la proroga del termine per la predisposizione della bozza dell’elaborato comporta il differimento dei successivi termini procedurali secondo le scansioni temporali già stabilite dal giudice.
  • Una volta completato l’incombente istruttorio, la fissazione dell’udienza pubblica di discussione del merito può essere demandata alla Segreteria, che sottopone il fascicolo al Presidente della Sezione.

Come è indicizzato

MaterieRetrocessioneIstruttoria processuale
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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