Ordinanza del 27/03/2018 n. 572 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Misure cautelari - Fumus boni iuris - Non necessario - Danno grave e irreparabile - Definizione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialePer ottenere la sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata o dell’esecuzione dell’atto tributario, non è necessario dimostrare il fumus boni iuris. Occorrono invece la previa iscrizione della causa nel ruolo generale della Cassazione e la prova di un danno grave e irreparabile. Tale danno non può essere desunto dal solo importo dovuto, ma deve risultare da elementi specifici e qualificati che evidenzino un pregiudizio grave e duraturo ai diritti primari della persona o allo svolgimento dell’attività d’impresa.
Misure cautelari ex art. 62-bis d.lgs. 546/1992: presupposti e definizione del danno grave e irreparabile
Misure cautelari e sospensione dell’esecuzione
Il documento chiarisce i presupposti necessari per ottenere, nell’ambito del processo tributario, la sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata oppure dell’esecuzione dell’atto oggetto del giudizio, ai sensi dell’art. 62-bis del d.lgs. 546/1992.
Presupposti della sospensione
La disposizione non richiede la dimostrazione del fumus boni iuris, ossia della probabile fondatezza del ricorso o dell’impugnazione. Ai fini della misura cautelare sono invece necessari:
- la previa iscrizione del processo nel ruolo generale della Corte di cassazione;
- la dimostrazione dell’esistenza di un danno grave e irreparabile.
Danno grave e irreparabile
Il danno grave e irreparabile non può essere provato mediante il semplice richiamo all’importo oggetto del pagamento o della pretesa tributaria. L’entità dell’esborso, considerata isolatamente, non dimostra infatti che l’esecuzione dell’atto o della sentenza determini un pregiudizio cautelativamente rilevante.
L’istante deve fornire elementi specifici e qualificati dai quali risulti che il pagamento produrrebbe conseguenze gravi e durature. La prova deve quindi essere riferita alla concreta situazione della persona o dell’impresa e non limitarsi alla mera indicazione della somma dovuta.
Ambito del pregiudizio rilevante
Il danno richiesto dall’art. 62-bis non si esaurisce in un semplice esborso monetario. Esso deve tradursi in una conseguenza grave e duratura:
- sui diritti primari della persona; oppure
- sullo svolgimento dell’attività d’impresa.
Ne deriva che la parte istante deve dimostrare, con circostanze concrete, come l’esecuzione possa compromettere in modo significativo e non temporaneo tali diritti o l’operatività dell’impresa.
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