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Sentenza

Sentenza n. 473/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - della determinazione del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna-SM- Ufficio Personale n.-OMISSIS- di prot.-OMISSIS- – Bologna 3 aprile 2025, notificata al ricorrente in data 4 aprile 2025, avente ad oggetto trasferimento d’autorità dell’odierno ricorrente; - di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale, ancorché di data e tenore sconosciuto, che incida sfavorevolmente sulla posizione giuridica del ricorrente.

Giustizia amministrativa202500802

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: trasferimento d'autorità del militare disposto dal Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni militari)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il trasferimento d'autorità disposto nei suoi confronti con determinazione del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna, deducendone l'illegittimità e chiedendone l'annullamento, unitamente agli atti presupposti, connessi e consequenziali. L'istanza cautelare è stata respinta per insussistenza del periculum in mora e del fumus boni iuris; in appello cautelare, tuttavia, il giudice di secondo grado ha accolto l'impugnazione ai soli fini della fissazione dell'udienza di merito ai sensi dell'art. 55, comma 10, c.p.a. Nel corso del giudizio l'Amministrazione ha adottato un nuovo trasferimento d'autorità del militare presso altra Stazione Carabinieri, motivato da preminenti esigenze di organico e di servizio, dalla carenza di un ispettore nella nuova sede e dalla possibilità di assegnare mansioni coerenti con il grado e l'anzianità del ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il provvedimento originariamente impugnato aveva cessato di produrre i propri effetti in conseguenza dell'adozione del nuovo trasferimento d'autorità del 23 gennaio 2026. La sopravvenienza rendeva quindi inutilmente perseguibile l'annullamento dell'atto precedente. La dichiarazione di rinuncia depositata dal ricorrente il 7 marzo 2026 è stata ritenuta irrituale perché notificata e depositata senza rispettare i termini previsti dall'art. 84 c.p.a.; tale profilo, tuttavia, non ha impedito la declaratoria di improcedibilità, fondata autonomamente sulla sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di giudizio sono state compensate per la particolarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Il giudice di secondo grado ha accolto l'appello cautelare ai soli fini della fissazione dell'udienza di merito.

  • art. 84 c.p.a.

    La rinuncia al ricorso deve rispettare i termini e le modalità previste dalla disposizione; la dichiarazione depositata dal ricorrente è stata ritenuta irrituale perché tardiva rispetto alla notificazione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il ricorso è stato dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento, l'atto impugnato cessa di produrre effetti in ragione dell'adozione di un nuovo provvedimento amministrativo, il ricorso diviene improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, qualora non residui un'utilità concreta e attuale derivante dalla decisione di merito.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche indipendentemente dalla validità o ritualità di una dichiarazione di rinuncia al ricorso; l'irritualità della rinuncia non impedisce al giudice di definire il giudizio per improcedibilità quando tale esito risulti autonomamente giustificato.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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