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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19870/2022 del 20/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano il decreto/ordinanza di sequestro probatorio e il rigetto delle richieste di dissequestro sostenendo che il decreto del Pubblico Ministero del 24/05/2021 fosse generico e indeterminato: dispettava la perquisizione/sequestro nei confronti della "Interagro s.r.l. (e collegate)" senza indicare esplicitamente la Smokat s.r.l. e disponeva il sequestro "di quanto rinvenuto". Si deduce che tale indeterminatezza ha lasciato alla Guardia di Finanza la discrezionalità di individuare i beni da sequestrare (con delega richiamante l'art. 252 c.p.p.), sicché il sequestro avrebbe richiesto la convalida del Pubblico Ministero nei termini di cui all'art. 355, comma 2, c.p.p.; la mancata convalida rende il sequestro inefficace. Inoltre si contestava la motivazione del GIP come contraddittoria perché, pur rilevando la genericità del decreto, avrebbe escluso la necessità della convalida.

La decisione

La Corte accoglie i ricorsi. Richiama la giurisprudenza che impone la convalida ex art. 355 c.p.p. quando il decreto di perquisizione/sequestro contenga riferimenti generici (es. "quanto rinvenuto" o "cose pertinenti al reato") e non individui con sufficiente certezza l'oggetto e i destinatari. Ritiene il decreto del 24/05/2021 del tutto generico sia quanto all'indicazione della Smokat s.r.l. (limitata a "collegate") sia quanto ai beni ("documenti di qualsivoglia natura" o "quanto rinvenuto"). Ne consegue che il sequestro operato dalla polizia giudiziaria avrebbe dovuto essere convalidato nei termini previsti dall'art. 355 c.p.p.; la mancata convalida comporta l'inefficacia del sequestro e l'obbligo di immediata restituzione. La Corte annulla senza rinvio l'ordinanza impugnata e il decreto di sequestro del 24/05/2021 e ordina la restituzione delle cose agli aventi diritto; dispone inoltre la comunicazione al Procuratore Generale ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 355 cod. proc. pen.

    art. 355, comma 2, cod. proc. pen.

    La norma richiede la convalida dell'attività di polizia giudiziaria quando il decreto sia indeterminato; la mancata convalida nel termine perentorio rende il sequestro inefficace e determina l'obbligo di restituzione.

  • art. 252 cod. proc. pen.

    Disciplina il sequestro operato dalla polizia giudiziaria; però la delega agli operanti non può supplire all'individuazione giudiziale degli oggetti se il decreto è indeterminato.

  • artt. 247 e 253 cod. proc. pen.

    artt. 247, 253 e 355 cod. proc. pen.

    Interpretati unitariamente indicano che quando il provvedimento di perquisizione si limita a espressioni generiche (es. "cose pertinenti" o "quanto rinvenuto"), il sequestro eseguito dalla polizia giudiziaria richiede convalida giudiziaria.

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Prevede la comunicazione al Procuratore Generale; la Corte ha ordinato l'immediata comunicazione ai sensi di tale norma.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (citata)

    Sez. 2, n. 12263 del 27/02/2008 (Benini); Sez. 3, n. 9858 del 21/01/2016 (Yun)

    Costante orientamento secondo cui la genericità del decreto di perquisizione/sequestro impone la convalida ex art. 355 c.p.p.; la Corte si attiene a tali precedenti per affermare l'inefficacia del sequestro non convalidato.

Massime di principio

  • Se il decreto di perquisizione/sequestro usa formule generiche come "quanto rinvenuto" o "cose pertinenti al reato" senza individuare con sufficiente precisione gli oggetti e i destinatari, il sequestro eseguito dalla polizia giudiziaria richiede la convalida del Pubblico Ministero nei termini di legge (art. 355 c.p.p.).
  • La delega agli organi di polizia (es. Guardia di Finanza) per individuare i beni da sequestrare non può sostituire l'indicazione giudiziale di criteri e limiti: lasciare tale scelta alla discrezionalità degli operanti rende necessario il controllo giudiziario con la convalida.
  • La mancata convalida tempestiva comporta l'inefficacia del sequestro e l'obbligo di immediata restituzione alle parti legittimate.
  • Il Giudice non può confermare un sequestro quando riconosce l'indeterminatezza del decreto senza richiedere o valorizzare la convalida: la motivazione non può essere contraddittoria su questo punto.
  • Per prevenire contestazioni: chi dispone la perquisizione deve descrivere con precisione i soggetti destinatari (anche se "collegati" indicare criteri di collegamento) e l'oggetto della ricerca/sequestro; per la difesa è prudente contestare immediatamente la genericità e chiedere la convalida o la restituzione.

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