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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26937/2024 del 08/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza della Corte d'appello di Catania del 07/12/2022 (conferma, in gran parte, della sentenza abbreviata di primo grado del 10/12/2020) da parte del Procuratore Generale e da parte dei difensori degli imputati. I motivi principali dei ricorsi degli imputati: vizio di motivazione e travisamento delle prove (in particolare delle intercettazioni), contestazione della valutazione delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia (soprattutto Carmelo Porto), richiesta di derubricazione o riconoscimento del fatto lieve per reati di stupefacenti, contestazioni sulla qualificazione giuridica (concorso esterno vs favoreggiamento, partecipazione ai sodalizi, duplicazione di contestazioni associative), censure sulla quantificazione della pena e sul diniego delle attenuanti generiche, e doglianze processuali su rinnovazione istruttoria in appello. Motivi del Procuratore Generale: annullamento con rinvio per vizi nella valutazione della recidiva di Scalora e richiesta di annullamento limitato alla continuazione esterna per Pennisi, Porto e Trovato.

La decisione

La Corte di Cassazione, dopo aver esaminato i ricorsi, ha: - confermato nella stragrande maggioranza le valutazioni di merito della Corte d'appello e rigettato o dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi presentati dai difensori degli imputati, ritenendo congrua e logica la valutazione delle intercettazioni, dei riscontri investigativi e delle propalazioni dei collaboratori; - annullato con rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla valutazione della recidiva di Gaetano Scalora (rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Catania per rivalutare la sussistenza della recidiva); - annullato limitatamente al profilo dell'esclusione della continuazione esterna la sentenza in relazione a Carmelo Porto e a Sebastiano Trovato (quindi il tema della continuazione esterna va riesaminato), rigettando per il resto il ricorso di Porto e dichiarando inammissibile quello di Trovato; - dichiarato inammissibili i ricorsi di Calabrò e Sciacca e condannati questi ultimi alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende; - rigettato gli altri ricorsi o dichiarato gli stessi inammissibili, confermando dunque in gran parte le condanne e le qualificazioni (associazione mafiosa, associazione dedita al narcotraffico, reati fine di estorsione, usura e traffico di stupefacenti) così come determinate dai giudici di merito.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen. (associazione di tipo mafioso)

    La Corte ha confermato la qualificazione di varie condotte come partecipazione a associazione mafiosa quando emergeva l'organizzazione verticistica, il metodo mafioso e la volontà di mantenere il controllo territoriale; ha inoltre applicato l'aggravante connessa al metodo mafioso quando provato.

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (aggravante per associazione mafiosa che agevola il traffico di stupefacenti)

    Riconosciuta quando risultava che l'attività di narcotraffico contribuiva a finanziare o agevolare la cosca: la Corte ha ritenuto sufficiente la consapevolezza dei sodali del fine agevolativo verso la struttura mafiosa.

  • art. 74 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (associazione finalizzata al traffico di stupefacenti)

    La Corte ha ritenuto configurabile sia un'associazione autonoma dedita al narcotraffico sia la convivenza di due strutture distinte (mafiosa e narcotrafficante) anche con soggetti sovrapposti, purché emerga la diversità dei ruoli e la specificità del disegno criminoso.

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (delitti in materia di stupefacenti)

    I giudici hanno escluso la configurabilità della fattispecie di lieve entità quando l'organizzazione operava sistematicamente, con consistenti quantitativi, pluralità di destinatari e struttura stabile; la valutazione dei quantitativi e della sistematicità rimane questione fattuale di merito.

  • art. 110 cod. pen. (concorso di persone)

    Impiego della norma per ricondurre a concorso esterno o partecipazione a seconda dell'efficienza causale e dell'organicità del rapporto tra extraneo e consorteria; distinzione fra concorso esterno e partecipazione è stata applicata coerentemente ai fatti.

  • art. 378 cod. pen. (favoreggiamento personale)

    La Corte ha escluso la qualificazione come favoreggiamento personale quando il contributo era stabile, sistematico e funzionale alla conservazione o al rafforzamento dell'organizzazione, ricondotto invece a concorso esterno o partecipazione.

  • art. 629 cod. pen. (estorsione)

    Applicata con aggravante mafiosa quando provata la pressione estorsiva esercitata con metodo mafioso e l'agevolazione alle attività della cosca.

  • art. 99 cod. pen. (cumulo e criterio moderatore)

    Richiamata nelle censure sulla quantificazione delle pene in cumulo; la Corte ha ritenuto congrua la valutazione dei giudici di merito salvo asserzioni non documentate del ricorrente.

  • art. 417 cod. pen. (misura della libertà vigilata)

    La Corte ha confermato l'applicazione della libertà vigilata per Porto sulla base della motivazione fattuale circa la pericolosità sociale, pur richiamando principi giurisprudenziali relativi alla presunzione di pericolosità.

  • legge 25 maggio 2015, n. 69 (modifiche penalistiche, effetti intertemporali)

    La Corte ha applicato correttamente la disciplina intertemporale quando gli atti di partecipazione si protraevano oltre l'entrata in vigore della nuova normativa; valutazione rimessa al giudice di fatto sulla base delle intercettazioni.

Massime di principio

  • Le intercettazioni e le conversazioni ambientali, se trascritte e contestualizzate con riscontri investigativi (perquisizioni, sequestri, videoriprese), hanno elevato valore probatorio e la loro interpretazione è questione di merito sottratta al sindacato della Cassazione salvo vizi logici evidenti.
  • Le dichiarazioni di collaboratori di giustizia assumono rilevanza decisiva se risultano coerenti e riscontrate da elementi oggettivi: per impugnare tali acquisizioni è necessario dimostrare contraddizioni o mancanza di riscontri concreti, non una mera rivalutazione in fatto.
  • La distinzione tra concorso esterno e partecipazione si basa sull'organicità e sulla stabile messa a disposizione dell'extraneus: contributi occasionali o affettivi possono configurare favoreggiamento, mentre disponibilità ripetuta e funzionale al sodalizio integra concorso esterno o associativo.
  • Per riconoscere la continuazione esterna tra reati associativi occorre una specifica valutazione della identità del progetto criminoso, della contiguità temporale e dell'omogeneità delle violazioni; se manca prova della continuità del pactum sceleris la continuazione non è automatica.
  • La configurabilità della fattispecie di lieve entità per reati di stupefacenti richiede la valutazione complessiva della potenzialità organizzativa e dei quantitativi gestiti dal sodalizio: singoli episodi di modesta entità non bastano se l'organizzazione è strutturata e opera sistematicamente.
  • La Cassazione tende a non rimettere in discussione valutazioni di merito fondate su motivazioni logiche e coerenti; per ottenere l'annullamento è generalmente necessario evidenziare errori di diritto, contraddizioni logiche o violazioni procedurali significative (es. contraddittorietà su recidiva o omissione valutativa).

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