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Legge

L.R. FVG 7/2021

Disposizioni per la riabilitazione storica attraverso la restituzione dell’onore dei soldati nati o caduti nel territorio dell’attuale Regione Friuli Venezia Giulia appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della Prima Guerra mondiale.

Normativa regionaleL.R. FVG 7/2021

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Friuli Venezia Giulia istituisce la restituzione dell’onore ai militari nati o caduti nel territorio regionale, fucilati dai tribunali militari nella Prima guerra mondiale, e crea una giornata commemorativa annuale il 1° luglio. Prevede un Albo dei caduti per l’esempio, una Consulta storica, iniziative di memoria e una medaglia ricordo. Contiene norme organizzative e finanziarie a carico del Consiglio regionale.

Riabilitazione storica dei soldati fucilati nella Prima guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia

Riabilitazione storica dei soldati fucilati nella Prima guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia

La legge della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia mira a restituire l’onore ai soldati nati o caduti nel territorio regionale che, nel corso della Prima guerra mondiale, furono fucilati da tribunali militari di guerra. Accanto alla riabilitazione simbolica, la norma disciplina strumenti di memoria pubblica, una giornata regionale commemorativa e un organismo consultivo per l’approfondimento storico-documentale.

Finalità e ambito della legge

La disciplina riguarda esclusivamente i militari nati o caduti nell’attuale territorio del Friuli Venezia Giulia appartenenti alle Forze armate italiane e condannati alla fucilazione nel corso della Prima guerra mondiale. La Regione dichiara la restituzione dell’onore a tali soldati e promuove iniziative per recuperare la memoria dei caduti, con particolare attenzione:

  • alla ricostruzione storica delle vicende del primo conflitto mondiale;
  • ai casi di pena capitale inflitta ai militari del Friuli Venezia Giulia;
  • ai casi di esecuzioni sommarie e di “decimazione”.

Giornata regionale della restituzione dell’onore

È istituita la “Giornata regionale della restituzione dell’onore”, da celebrarsi ogni anno il 1° luglio, anniversario della fucilazione a Cercivento di quattro alpini. La ricorrenza è concepita come momento di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di recupero della memoria dei caduti “per l’esempio”.

Albo dei caduti per l’esempio e commemorazioni

La legge istituisce presso la Presidenza del Consiglio regionale l’“Albo dei caduti per l’esempio”. In tale albo sono inseriti, su istanza della Consulta, i nominativi dei militari interessati che risultino fucilati nel corso della Prima guerra mondiale in applicazione:

  • dell’articolo 40 del codice penale per l’esercito, approvato con regio decreto 28 novembre 1869;
  • della circolare del Comando supremo n. 2910 del 1° novembre 1916.

L’inserimento nell’albo è comunicato al Comune di nascita del militare, per la pubblicazione nell’albo comunale e per l’eventuale organizzazione di commemorazioni da parte dell’amministrazione comunale. Il Consiglio regionale provvede alla commemorazione e assegna una medaglia ricordo:

  • agli eredi, se esistenti;
  • in mancanza, al Comune di nascita del caduto.

Consulta sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio

La legge istituisce presso il Consiglio regionale la “Consulta sulle fucilazioni e decimazioni per l’esempio”, con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza da adottarsi entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

La Consulta è composta da tre esperti in storia e/o diritto riferiti alla Prima guerra mondiale, nominati dall’Ufficio di Presidenza su designazione:

  • dell’Assessore regionale competente in materia di cultura;
  • dell’Università degli studi di Trieste;
  • dell’Università degli studi di Udine.

Le designazioni devono essere trasmesse entro 30 giorni dalla richiesta del Presidente del Consiglio regionale; se ciò non avviene, provvede il Presidente medesimo, previa conforme deliberazione dell’Ufficio di Presidenza. La Consulta resta in carica per l’intera legislatura.

Compiti, funzionamento e partecipazione ai lavori della Consulta

La Consulta ha compiti di acquisizione di elementi conoscitivi e documentali sui fatti oggetto della legge, anche mediante richiesta di documentazione al Ministero della difesa, tramite gli archivi delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri, per atti, relazioni e rapporti relativi:

  • alle operazioni belliche;
  • alla disciplina militare;
  • alla repressione di atti di indisciplina o diserzione, quando non già versati agli archivi di Stato.

La Consulta promuove inoltre la pubblicazione dei propri lavori in forme idonee alla massima divulgazione.

Alle sedute è invitato il sindaco di Cercivento; possono essere invitati, con voto consultivo, funzionari regionali, docenti universitari, tecnici, storici, esperti, rappresentanti di associazioni combattentistiche, nonché rappresentanti del Ministero della difesa, delle Forze armate e dell’Arma dei carabinieri. Questi ultimi possono anche chiedere di essere sentiti se ritengono di dover esprimere questioni rilevanti.

La Consulta elegge al proprio interno il Presidente, che convoca le sedute normalmente ogni sei mesi o quando lo richieda un terzo dei componenti. Le sedute sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti; in caso di parità prevale il voto del Presidente.

Trattamento economico e spese

Ai componenti della Consulta e agli invitati spetta soltanto il rimborso delle spese di viaggio, nella misura prevista per i dipendenti regionali.

Copertura finanziaria

Gli oneri derivanti dalla giornata regionale, dalla medaglia ricordo e dal rimborso delle spese di viaggio della Consulta gravano sul bilancio del Consiglio regionale.

Attualità della disciplina

La legge non contiene termini finali di validità né una disciplina transitoria rilevante; tuttavia si riferisce a iniziative commemorative e a un’attività consultiva collegata a eventi storici del primo Novecento, quindi la sua applicazione è essenzialmente permanente sul piano simbolico-istituzionale, ma circoscritta al territorio del Friuli Venezia Giulia.

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