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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10700/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso fondato principalmente sull'omessa osservanza del termine di 48 ore riconosciuto per la presentazione di memorie e osservazioni dopo la notifica del provvedimento impositivo dell'obbligo di presentazione (Daspo). Il provvedimento del Questore è stato notificato alle ore 9:00 del 24/07/2023 e la convalida è stata depositata in cancelleria il 26/07/2023 senza indicazione dell'orario, creando incertezza sul rispetto del termine delle 48 ore e violando il diritto di difesa. Sono state altresì dedotte carenze di motivazione e difetto di applicazione del principio di gradualità della sanzione, oltre a mancata esplicitazione delle ragioni della doppia imposizione per partite in casa e in provincia

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato sul primo motivo e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha dichiarato la cessazione dell'efficacia del provvedimento del Questore del 22/07/2023 limitatamente all'obbligo di presentazione presso gli uffici di polizia, lasciando invece intatto il divieto di accesso alle manifestazioni sportive. La Corte ha considerato determinante l'omessa indicazione dell'orario di deposito della convalida e ha disposto l'annullamento senza rinvio relativamente all'obbligo di presentazione

Norme richiamate

  • Legge 13 dicembre 1989 n. 401

    La convalida del provvedimento impositivo dell'obbligo di presentazione non può intervenire prima del decorso delle 48 ore a disposizione per le memorie; l'incertezza sulla tempestività della convalida determina la caducazione della misura rispetto all'obbligo di presentazione

  • Codice di procedura penale

    art. 178 (richiamato nel ricorso) e art. 173 disp. att., c.p.p. (limiti alla motivazione del ricorso)

    Art. 178 è richiamato in relazione ai presupposti di legittimità del provvedimento; l'art. 173 disp. att. impone limiti di motivazione al ricorso, rispettati qui nei limiti necessari per la cassazione

  • Legge 7 agosto 1990 n. 241

    Rilevati profili relativi al difetto di motivazione e ai principi di correttezza e trasparenza dell'azione amministrativa, richiamati dal ricorrente ma assorbiti dalla decisione fondata sul vizio procedurale temporale

Massime di principio

  • La convalida del provvedimento impositivo (ad es. obbligo di presentazione) che interviene prima del decorso delle 48 ore previste per le difese è viziata e può essere annullata; l'incertezza sulla tempestività (ad esempio omissione dell'ora di deposito) va valutata a favore dell'interessato
  • L'annullamento per vizio temporale riguarda principalmente l'obbligo di presentazione: le altre misure (ad esempio il divieto di accesso) possono rimanere efficaci se non affette dallo stesso vizio sostanziale
  • È essenziale che gli atti amministrativi e giudiziari riportino elementi formali (data e ora di adozione/deposito) per evitare incertezze che possano ledere il diritto di difesa
  • Motivi di carenza di motivazione o di eccesso di potere possono integrare ulteriori profili di impugnazione, ma se sussiste un vizio procedurale formale rilevante (come la violazione del termine delle 48 ore) questo può essere sufficiente a determinare l'annullamento senza rinvio
  • In sede difensiva, chi riceve un provvedimento impositivo deve tempestivamente documentare e contestare eventuali vizi procedurali e chiedere espressamente l'indicazione dell'ora di deposito per tutelare il diritto di presentare memorie entro il termine previsto

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