Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 411/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'annullamento a) della Ordinanza di Sgombero – Acquisizione al Patrimonio Comunale ed Immissione in Possesso ex art. 31 del D.P.R. 380/2001 Prot. n. 0005484 dell'11 ottobre 2021 (ricevuta in data 10 novembre 2021), con la quale il Responsabile del Servizio – Ufficio Tecnico del Comune di Lecce nei Marsi ha ordinato alla Sig.ra Domenica Terra (nonché alle comproprietarie Anna Terra e Laura Terra) “nella loro qualità di responsabili di tutte le opere abusive di procedere allo sgombero da persone e cose delle opere abusivamente realizzate così come descritte nell'Ordinanza di Demolizione n. 01-2020, da eseguirsi a cura della Polizia Municipale nonché, ove occorra, con l'ausilio della forza pubblica, previa apposita comunicazione da notificarsi agli interessati del giorno e dell'opera dell'esecuzione”; b) del Verbale della Polizia Locale in data 5.11.2020 con il quale “si è preso atto che le signore TERRA DOMENICA, TERRA ANNA e TERRA LAURA non hanno eseguito le demolizioni ordinate con l'Ordinanza n. 1/2020 Prot. 0019 del 03.01.2020”, nonché, per quanto occorrer possa: c) della Ordinanza di Demolizione Lavori n. 01/2020 Prot. n. 0019 del 03.02.2021 avente ad oggetto “Edificio di Civile Abitazione riportato in catasto al foglio n. 11 mappale 858 sub 2, 3, 5, 6”, con la quale il Responsabile dell'Ufficio Tecnico – Edilizia del Comune di Lecce nei Marsi ha ordinato alla Sig.ra Domenica Terra (nonché alle comproprietarie Anna Terra e Laura Terra) “di demolire, a propria cure e spese, le opere citate in premessa eseguite in totale difformità, per ripristinare lo stato dei luoghi e ricondurre le superfici ed il volume a quanto autorizzato con i titoli edilizi sopra richiamati, entro 90 (novanta) giorni dalla data di notifica del presente provvedimento, ai sensi dell'art. 31 comma 3 del D.P.R. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni”; d) del Verbale di comunicazione di abuso della Polizia Locale Prot. n. 5604 dell'11.11.2019 secondo cui “in violazione delle norme urbanistico-edilizie, sono stati eseguiti senza alcun titolo ed in totale difformità rispetto a quanto legittimamente autorizzato con i titoli sopra richiamati [ossia con concessione edilizia n. 43 del 12.09.1988 e concessione edilizia in variante n. 111 del 8.02.1990 - ndr], aumenti di superficie utile e di volume nel piano seminterrato e nel piano primo come emerso nel sopralluogo eseguito dalla polizia locale e dall'ufficio tecnico (…)”; e) dell'Ordinanza di sospensione dei lavori n. 39 emessa in data 19.11.2019; f) di ogni altro atto presupposto, conseguente o, comunque, connesso ancorché non conosciuto dal - ma lesivo per la – Sig.ra Domenica Terra.

Giustizia amministrativa202200028

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di sgombero, acquisizione gratuita al patrimonio comunale e immissione in possesso ex art. 31 d.P.R. 380/2001, nonché gli atti presupposti, inclusi l'accertamento dell'inottemperanza e l'ordinanza di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale con cui, a seguito dell'inottemperanza all'ordine di demolizione di opere edilizie realizzate in totale difformità dai titoli edilizi, il Comune ha disposto lo sgombero, l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e la trascrizione del provvedimento. Con il primo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 31, commi 2, 3 e 4, d.P.R. 380/2001, lamentando l'indeterminatezza dell'oggetto dell'acquisizione, in particolare per la mancata individuazione dell'area di sedime e dell'eventuale area ulteriore. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 22, 32 e 34 d.P.R. 380/2001 e l'eccesso di potere, sostenendo che le opere avrebbero dovuto essere qualificate come parzialmente difformi e che la demolizione avrebbe dovuto essere sostituita da una sanzione pecuniaria per il pregiudizio arrecato alle parti conformi dell'edificio. Con il terzo motivo ha lamentato la violazione dell'art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento di acquisizione. Il Comune ha eccepito, inoltre, la tardività delle censure rivolte contro l'ordinanza di demolizione del 2020, non tempestivamente impugnata.

La decisione

Il ricorso è stato ritenuto ammissibile, nonostante sia stato proposto dalla sola comproprietaria e le altre comproprietarie, controinteressate, non si siano costituite, poiché l'ordinanza era stata notificata personalmente alla ricorrente e produceva effetti lesivi anche sulla sua posizione. Il giudice ha dichiarato irricevibili le censure dirette a contestare la qualificazione delle opere come realizzate in totale difformità, la loro abusività e la loro sanabilità, poiché avrebbero dovuto essere proposte contro l'originaria ordinanza di demolizione e non potevano essere dedotte tardivamente contro il successivo atto di acquisizione. Il primo motivo è stato accolto parzialmente: l'acquisizione delle opere abusive e della relativa area di sedime è stata ritenuta legittima, perché l'area risultava identificabile mediante il rinvio per relationem alla specifica descrizione contenuta nell'ordinanza di demolizione. È stata invece annullata la parte dell'ordinanza concernente l'eventuale area ulteriore rispetto all'area di sedime, poiché tale area non era stata individuata, delimitata né specificamente motivata. Il secondo motivo è stato respinto: l'art. 34 d.P.R. 380/2001 riguarda la parziale difformità e non è applicabile alle opere qualificate, con ordinanza ormai consolidata, come totalmente difformi; inoltre, la fiscalizzazione deve essere valutata nella fase esecutiva e richiede la prova tecnica dell'impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme o la stabilità dell'edificio, prova che non è stata fornita. Il terzo motivo è stato respinto perché l'acquisizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 è un atto vincolato e meramente dichiarativo di un effetto acquisitivo già prodotto ope legis allo spirare del termine di novanta giorni, sicché non richiede la comunicazione di avvio del procedimento. L'ordinanza è stata annullata solo nella parte relativa all'area ulteriore; è rimasta ferma l'acquisizione delle opere abusive e della relativa area di sedime. Le spese sono state compensate per soccombenza reciproca.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Alla scadenza del termine di 90 giorni, l'Amministrazione è dunque ipso iure proprietaria del bene abusivo

    L'inottemperanza all'ordine di demolizione entro novanta giorni determina automaticamente l'acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive e dell'area di sedime. Il successivo accertamento ha natura dichiarativa e costituisce titolo per l'immissione in possesso e la trascrizione. L'eventuale area ulteriore deve invece essere specificamente individuata e motivata.

  • art. 34 d.P.R. 380/2001

    La possibilità di irrogare la sanzione pecuniaria, alternativa rispetto alla demolizione, costituisce una deroga alla regola generale della demolizione

    La fiscalizzazione dell'abuso è prevista per gli interventi eseguiti in parziale difformità dal permesso di costruire e presuppone la prova tecnica dell'impossibilità di demolire le parti difformi senza pregiudicare la parte conforme o la stabilità dell'edificio. Non si applica alle opere qualificate come totalmente difformi.

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio non è necessaria per il procedimento di acquisizione gratuita ex art. 31 d.P.R. 380/2001, poiché si tratta di attività vincolata e meramente dichiarativa, priva di margini per un apporto partecipativo idoneo a incidere sul contenuto dell'atto.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    L'acquisizione dell'area di sedime è automatica e può essere identificata anche mediante il rinvio per relationem alla descrizione sufficientemente precisa delle opere contenuta nell'ordinanza di demolizione; l'area ulteriore, invece, richiede puntuale delimitazione e motivazione.

Massime di principio

  • L'acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall'art. 31 d.P.R. 380/2001 si produce ope legis allo spirare del termine di novanta giorni assegnato per la demolizione, in caso di inottemperanza; il successivo provvedimento amministrativo ha natura meramente dichiarativa e costituisce titolo per l'immissione nel possesso e la trascrizione.
  • L'area di sedime delle opere abusive è acquisita automaticamente e la sua individuazione può risultare, anche per relationem, dalla descrizione analitica delle opere contenuta nell'ordinanza di demolizione, purché tale descrizione sia sufficientemente precisa e conoscibile dal destinatario.
  • L'acquisizione dell'area ulteriore necessaria, secondo le prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe non è coperta dal medesimo automatismo: deve essere puntualmente individuata, delimitata e motivata nell'atto acquisitivo. La sua mancata identificazione impedisce l'acquisizione di tale area, ma non travolge l'acquisizione delle opere abusive e dell'area di sedime.
  • Le contestazioni relative all'abusività delle opere, alla loro qualificazione giuridica e alla loro sanabilità devono essere proposte tempestivamente contro l'ordinanza di demolizione; una volta consolidata quest'ultima, tali censure non possono essere dedotte contro il successivo provvedimento di acquisizione.
  • La sanzione pecuniaria sostitutiva della demolizione prevista dall'art. 34 d.P.R. 380/2001 è applicabile soltanto agli interventi in parziale difformità e richiede, nella fase esecutiva, una rigorosa prova tecnica dell'impossibilità di demolire senza pregiudicare la parte conforme o la stabilità dell'edificio.
  • Il procedimento di acquisizione gratuita ex art. 31 d.P.R. 380/2001, essendo vincolato e conseguente automaticamente all'inottemperanza all'ordine di demolizione, non deve essere preceduto dalla comunicazione di avvio prevista dall'art. 7 l. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoPartecipazione al procedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunaleFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiEfficacia ed esecutorietàPartecipazione procedimentaleDifetto di motivazioneLegittimazione e interesse a ricorrere

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.