Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 38065/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Due imputati, già condannati in primo grado e con sentenza confermata in appello, hanno proposto un unico ricorso per cassazione avverso la decisione che li aveva ritenuti responsabili di un tentato furto in concorso. Contestavano: 1) il vizio di motivazione sulla affermazione di responsabilità e la mancata applicazione dell'art. 530, comma 2, c.p.p.; 2) il vizio di motivazione sul diniego delle circostanze attenuanti generiche; 3) il vizio di motivazione sul mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62, n. 4, c.p.; 4) il vizio di motivazione sul trattamento sanzionatorio, lamentando il mancato contenimento della pena entro il minimo edittale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto che tutti i motivi si limitassero a riproporre censure già esaminate e respinte dai giudici di merito con motivazione corretta, senza una specifica critica alle argomentazioni della sentenza impugnata e senza l'indicazione puntuale delle ragioni di diritto e dei riferimenti motivazionali necessari. Ha quindi confermato in sostanza la condanna e ha disposto la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 c.p.

    richiamato quale norma sul concorso di persone nel reato per la contestazione a entrambi gli imputati.

  • art. 56 c.p.

    richiamato quale base della configurazione del tentativo.

  • art. 624 c.p.

    richiamato quale norma incriminatrice del furto oggetto di contestazione.

  • art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.

    dedotto dai ricorrenti come vizio di motivazione della sentenza impugnata.

  • art. 530, comma 2, c.p.p.

    invocato in relazione alla pretesa insufficienza o contraddittorietà della prova e al richiesto proscioglimento per insufficienza probatoria.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    invocato per il riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità; la Corte ne conferma il diniego per l'impossibilità di ritenere certo il valore minimo del furto.

  • art. 62-bis c.p.

    richiamato implicitamente dal motivo relativo alle attenuanti generiche; la Corte di merito ne ha negato il riconoscimento per assenza di elementi positivi.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre censure già formulate in appello, senza confrontarsi in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata, è inammissibile per difetto di specificità.
  • Il vizio di motivazione non può essere dedotto in modo astratto o meramente assertivo: occorre indicare puntualmente quali passaggi logici della decisione siano carenti, contraddittori o manifestamente illogici.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimamente sorretto quando il giudice di merito dia conto dell'assenza di elementi positivi apprezzabili a favore dell'imputato.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità richiede che la particolare modestia del valore del bene o del danno risulti accertata con sufficiente certezza; in mancanza di tale certezza non può essere riconosciuta.
  • In sede di legittimità, la Corte non rivaluta il compendio probatorio se la sentenza di merito ha già esposto in modo coerente l'iter logico-motivazionale della decisione.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, seguono la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieFurtoImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.