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Sentenza

Sentenza n. 6721/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202502277

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: Sentenza del Consiglio di Stato che aveva respinto le censure sull'acquisizione gratuita al patrimonio comunale dei manufatti abusivi e confermato il difetto di giurisdizione amministrativa sulle indennità di occupazione sine titulo

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto la revocazione di una precedente sentenza del Consiglio di Stato, deducendo, nella fase rescindente, errore di fatto revocatorio e omessa pronuncia ai sensi degli artt. 106 c.p.a. e 395, primo comma, nn. 3 e 4, c.p.c. Hanno sostenuto che la sentenza revocanda avrebbe erroneamente ritenuto irrilevanti il dissequestro e la restituzione dei beni ai privati e avrebbe imputato loro la mancata produzione di due delibere comunali del 2005 e del 2008, asseritamente sospensive della procedura sanzionatoria. Hanno inoltre dedotto, nella fase rescissoria, la violazione delle norme sul condono edilizio e sull'acquisizione gratuita ex art. 31 d.P.R. 380/2001, sostenendo che le istanze di condono fossero ancora pendenti, che l'atto di acquisizione non individuasse sufficientemente i manufatti e le aree acquisite e che il procedimento non fosse stato completato per la mancanza di immissione in possesso e trascrizione. È stata altresì prospettata la maturazione dell'usucapione in favore dei privati, in ragione della mancata immissione del Comune nel possesso dei beni.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato il ricorso per revocazione inammissibile, ritenendolo comunque infondato nel merito. Ha ribadito che l'errore di fatto revocatorio deve consistere in una falsa percezione immediatamente rilevabile del contenuto materiale degli atti processuali, riguardare un punto non controverso sul quale la sentenza non si sia espressamente pronunciata ed essere decisivo. Non può invece riguardare l'interpretazione o la valutazione giuridica delle risultanze processuali, perché altrimenti la revocazione si trasformerebbe in un ulteriore grado di giudizio. Nel caso concreto, la sentenza revocanda si era espressamente pronunciata sia sull'irrilevanza delle delibere comunali sia sulla restituzione dei beni ai privati; l'eventuale errore su tali profili sarebbe quindi stato, al più, un errore di diritto. È stato inoltre escluso il vizio di cui all'art. 395, n. 3, c.p.c., poiché le delibere erano state prodotte dagli stessi ricorrenti nel giudizio di revocazione e avrebbero potuto essere reperite e depositate nei precedenti giudizi. In ogni caso, le delibere del 2005 e del 2008 riguardavano provvedimenti di diniego di condono relativi alla disciplina del 2003 e non gli effetti acquisitivi derivanti dal precedente rigetto dell'istanza di condono del 1994; pertanto non erano pertinenti alla fattispecie. Il Collegio ha poi confermato che l'effetto acquisitivo dell'opera abusiva si era prodotto ex lege con l'inottemperanza all'ordine di demolizione, accertata nel 1998. L'atto di acquisizione previsto dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 ha natura dichiarativa quanto al bene già individuato nell'ordinanza di demolizione e natura costitutiva soltanto per l'eventuale area ulteriore acquisita per la prima volta con tale atto. La questione dell'usucapione è stata dichiarata nuova e, quindi, inammissibile; inoltre, il relativo accertamento con efficacia di giudicato esula dalla giurisdizione amministrativa. Le spese non sono state liquidate, poiché il Comune non si è costituito.

Norme richiamate

  • art. 106 c.p.a.

    Prevede il rimedio della revocazione delle sentenze del giudice amministrativo nei casi e nei limiti stabiliti dalla legge processuale civile.

  • art. 395, primo comma, nn. 3 e 4, c.p.c.

    Il n. 4 consente la revocazione per errore di fatto risultante dagli atti o documenti della causa; tale errore deve consistere in una falsa percezione materiale, essere relativo a un punto non controverso non espressamente deciso e risultare decisivo. Il n. 3 riguarda il rinvenimento di documenti decisivi non potuti produrre in giudizio per causa di forza maggiore o per fatto dell'avversario.

  • art. 31, commi 3, 4 e 5, d.P.R. 380/2001

    L'inottemperanza all'ordine di demolizione determina ex lege l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area prevista dalla norma al patrimonio comunale. L'atto di acquisizione ha natura dichiarativa per il bene già identificato nell'ordinanza di demolizione e natura costitutiva solo per l'eventuale area ulteriore acquisita per la prima volta con l'atto.

  • art. 32, comma 25, d.l. 269/2003, convertito con l. 326/2003

    È richiamato dai ricorrenti in relazione alla seconda istanza di condono; il giudice ha escluso che le delibere riferite a tale disciplina incidessero sull'effetto acquisitivo già maturato in conseguenza del precedente procedimento sanzionatorio.

  • art. 44, ultimo comma, l. 47/1985

    Richiamato tra le disposizioni asseritamente violate dai ricorrenti nell'ambito delle censure relative al condono edilizio.

  • art. 38, primo comma, l. 47/1985

    Richiamato tra le disposizioni asseritamente violate dai ricorrenti nell'ambito delle censure relative al condono edilizio.

  • art. 133, comma 1, lett. b) e f), c.p.a.

    La sentenza revocanda aveva ritenuto devolute al giudice ordinario le controversie patrimoniali relative alle indennità di occupazione sine titulo e agli aspetti patrimoniali connessi all'acquisizione ablativa dell'immobile.

  • art. 32, comma 1, c.p.a.

    Richiamato nella precedente fase di appello per la conversione del rito camerale in rito ordinario, con assorbimento del rito speciale camerale.

  • art. 105 c.p.a.

    Richiamato per il principio secondo cui l'omessa pronuncia su una domanda non determina automaticamente il rinvio della causa al primo giudice.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle parti.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore presupposto per la tutela dei dati personali delle parti.

Massime di principio

  • L'errore di fatto idoneo a fondare la revocazione deve derivare da una falsa percezione immediata e meramente materiale degli atti processuali, riguardare un fatto non controverso sul quale la sentenza non si sia espressamente pronunciata ed essere decisivo per la decisione.
  • La revocazione per errore di fatto non è esperibile per contestare l'interpretazione, la qualificazione giuridica o la valutazione delle prove e delle risultanze processuali; tali censure integrano, al più, errori di diritto e non possono trasformare la revocazione in un ulteriore grado di giudizio.
  • Non sussiste errore revocatorio quando la sentenza abbia espressamente esaminato la circostanza di fatto dedotta dal ricorrente, anche se quest'ultimo contesta il modo in cui il giudice l'ha valutata.
  • L'effetto acquisitivo dell'opera abusiva previsto dall'art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001 si produce ipso iure alla scadenza del termine fissato nell'ordinanza di demolizione, in caso di inottemperanza; l'atto successivo di acquisizione ha natura dichiarativa per il bene già individuato nell'ordinanza e natura costitutiva solo per l'eventuale area ulteriore acquisita per la prima volta con tale atto.
  • Delibere comunali relative a un distinto procedimento di diniego di condono non possono incidere sull'effetto acquisitivo già maturato in conseguenza dell'inottemperanza a un precedente ordine di demolizione.
  • La questione dell'usucapione, se introdotta per la prima volta nel giudizio di revocazione, è inammissibile come domanda o questione nuova; il suo accertamento con efficacia di giudicato esula inoltre dalla giurisdizione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioRevocazione e opposizione di terzo
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

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