Cassazione Penale, Sentenza n. 2201/2023 del 19/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La Grapsi ha impugnato l'ordinanza che aveva confermato il sequestro probatorio di euro 162.370,00 rinvenuti nel domicilio della madre; ha dedotto (1) la nullità del decreto di convalida del sequestro del PM del 25/02/2022 per difetto assoluto di motivazione, non sanabile secondo la ricorrente con la nota integrativa depositata dal PM in vista dell'udienza di riesame; (2) la carenza del fumus commissi delicti: il sequestro riguardava solo denaro (nessuna droga o materiale collegabile allo spaccio ritrovato durante la perquisizione) e la contestazione del Magistrato si fondava, a suo dire in modo arbitrario, solo sul precedente arresto della ricorrente (2/2/2022) in altra vicenda e sulla sproporzione tra i redditi leciti e il denaro sequestrato.
La decisione
La Corte ha respinto il primo motivo: il PM può integrare la motivazione del decreto di convalida in sede di udienza di riesame, essendo ciò prerogativa del pubblico ministero titolare delle indagini. Il secondo motivo è stato invece ritenuto fondato: il Tribunale del riesame non ha effettuato una valutazione puntuale e completa del fumus, limitandosi a richiamare il precedente arresto e la sproporzione reddituale, elementi ritenuti insufficienti a dimostrare in modo concreto che la somma costituisse provento di spaccio. Per tali ragioni la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la restituzione della somma sequestrata all'avente diritto, con invio alla Cancelleria per gli adempimenti previsti dall'art. 626 c.p.p.
Norme richiamate
art. 626 c.p.p.
Richiamato per gli adempimenti di comunicazione a seguito della restituzione della somma; la Corte dispone l'invio degli atti alla Cancelleria per le comunicazioni previste dall'art. 626 c.p.p.
Massime di principio
- Il sequestro probatorio richiede "fondati motivi" che colleghino concretamente la cosa al reato ipotizzato: non è sufficiente un sospetto generico o una soggettiva opinione.
- Per valutare la sussistenza del fumus il giudice del riesame deve esaminare in modo puntuale e coerente sia gli elementi probatori offerti dall'accusa sia le confutazioni e le prove difensive; decisioni che si fondano solo su presunzioni generiche o su elementi avulsi dal caso concreto possono essere annullate.
- Il pubblico ministero, in quanto titolare delle indagini e della determinazione sull'azione penale, può integrare la motivazione del decreto di convalida del sequestro in sede di udienza di riesame; pertanto la mancanza originaria di motivazione può essere sanata se il PM fornisce specificazioni utili e pertinenti in quella sede.
- La semplice scoperta di ingenti somme di denaro non è automaticamente prova che esse siano provento di spaccio: occorrono elementi concreti di collegamento (es. corrispondenze nel confezionamento con sequestri precedenti accompagnate da altra prova, residui di stupefacenti, strumenti di confezionamento con collegamenti probatori efficaci, documentazione sulla provenienza illecita).
- In casi simili, per difendersi efficacemente è importante documentare l'ammissibile origine lecita del denaro (movimenti bancari, ricevute, testimonianze, dichiarazioni fiscali) e sottolineare l'assenza di ulteriori elementi indizianti collegati allo spaccio.
Testo integrale
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