Cassazione Penale, Sentenza n. 41903/2023 del 16/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza del 27/04/2022 che li ha condannati a 30 anni per l'omicidio di Emilio Forino (delitto aggravato da premeditazione e dall'aggravante di mafia ai sensi dell'art. 416-bis c.p.), nonché per reati connessi in materia di armi. Le censure principali sono: carenza o insufficienza della motivazione (richiamo per relationem alla sentenza di primo grado); contestazione della ricostruzione della responsabilità e della configurabilità della premeditazione, sostenendo che Abete si sarebbe ritirato dal progetto omicidiario e che l'azione sarebbe stata autonoma e improvvisa ad opera di Guarino e dei Marino/Manganiello; omessa o insufficiente valutazione della sentenza di assoluzione di altri coimputati (Corte d'Assise Napoli 22/09/2021) acquisita ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p.; contestazione del riconoscimento dell'aggravante mafiosa e della mancata concessione delle circostanze attenuanti e della dissociazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto tutti i ricorsi come infondati. Ha ritenuto congrua e coerente la motivazione della Corte territoriale, che ha ricostruito un progetto omicidiario maturato da Abete in più riunioni e condiviso dagli altri capi; ha confermato che Marino e Manganiello, pur non partecipando a tutte le riunioni, avevano conoscenza del progetto e vi avevano aderito dando esecuzione al delitto, per cui la premeditazione si estende a loro. La sentenza assolutoria acquisita ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. non contraddiceva la ricostruzione operata nel presente processo e non imponeva diverso esito per i ricorrenti. Sono state ritenute fondate le qualificazioni aggravanti (premeditazione, aggravante ex art. 416-bis) e motivato il rigetto delle attenuanti e della dissociazione, valutate come tardive e insufficienti.
Norme richiamate
art. 416-bis, comma 1, c.p.
L'aggravante mafiosa è stata ritenuta ricorrente: l'omicidio è stato posto in relazione alla struttura e agli interessi del cartello delle "Cinque Famiglie" e alle modalità tipiche del metodo camorristico
art. 118 c.p.
Richiamato nel dibattito sulla possibile estensione della premeditazione: la Corte ha ritenuto applicabile il principio secondo cui la premeditazione si estende a chi ha acquisito la conoscenza dell'altrui progetto e vi ha aderito
art. 133 c.p.
Criteri per il riconoscimento delle attenuanti generiche; la Corte ha valutato che gli elementi post-delictum addotti non fossero sufficienti a giustificare le attenuanti
art. 238-bis c.p.p.
La sentenza irrevocabile acquisita ai sensi di questa norma deve essere valutata nel compendio probatorio; la Corte di Cassazione ha ritenuto che la sentenza di assoluzione acquisita non contenesse elementi idonei a rovesciare la ricostruzione risultante nel presente giudizio
artt. 187 e 192, comma 3, c.p.p.
Norme sul valore probatorio di decisioni giudiziali altrui; applicazione valutata dalla Corte che ha considerato la sentenza esterna nel corretto contesto probatorio
Massime di principio
- La premeditazione può essere estesa a un esecutore che non ha partecipato alla fase deliberativa purché abbia acquisito conoscenza del progetto omicidiario e vi abbia aderito consapevolmente prima di esaurire il proprio apporto
- L'acquisizione di una sentenza irrevocabile ai sensi dell'art. 238-bis c.p.p. non impone automaticamente un diverso esito per altri imputati; la sentenza esterna va valutata nel suo rapporto con l'insieme probatorio del nuovo giudizio
- La molteplicità o l'autonomia dei moventi non esclude automaticamente l'aggravante associativa quando il fatto si inserisce negli interessi e nella struttura di un'organizzazione mafiosa
- La motivazione per relationem è accettabile se integra e coerente con il resto del provvedimento; il ricorrente deve indicare con precisione i profili di illogicità o contraddittorietà per non incorrere in inammissibilità
- Per ottenere le attenuanti generiche o il riconoscimento della dissociazione, sono necessari comportamenti processuali e post-delictum concreti, tempestivi e comprovanti una dissociazione reale e non opportunistica
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41843/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41844/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41848/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41849/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41850/2023 del 16/10/2023
- Sentenza penale · 16 ott 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 41851/2023 del 16/10/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →